sabato 30 ottobre 2010

antinucleare

Sono antinuclearista senza etichette,cioè non credo che questo sia il momento giusto perchè l'Italia rientri nel nucleare e  in generale,il mondo sta lentamente abbandonando questa strada per imboccare soluzione energetiche che rispettino l'ambiente e senza etichette perchè non sono iscritto a nessuna associazione o ente ambientalista,e non voglio prendere parte a nessuna fazione  contro il nucleare.Siccome in giro non è che ci siano tanti siti o blog ho deciso di fare un blog contro il nucleare che si chiamerà No Al Nucleare e lo trovate qua.

martedì 19 ottobre 2010

i diritti umani sottotorchio in cina

In Cina il caso del premio Nobel per la pace 2010 Liu Xiaobo in carcere per 11 anni per "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato", non è il solo.La persecuzione e la repressione degli attivisti per i diritti umani nel Celeste Impero è sempre più dura; ecco i nomi di altri attivisti impegnati in prima linea,per la difesa dei diritti civili nel paese orientale:Liu Xianbin, attivista della provincia del Sichuan e promotore, insieme a Liu Xiaobo, del manifesto Carta 08, è in carcere dal 28 giugno 2010 in attesa di processo. Già condannato nel 1992 e nel 1999 per reati di opinione, rischia un'ulteriore verdetto.Gao Zhisheng, avvocato della provincia dello Shaanxi, risulta scomparso dal 4 febbraio 2009. Avvocato di primo piano, è stato preso di mira nel 2005 per aver preso le difese degli aderenti al movimento Falun Gong e nel 2007 per essersi schierato contro lo svolgimento delle Olimpiadi  Pechino nel 2008.Tan Zuoren, ambientalista della provincia del Sichuan, sta scontando una condanna a cinque anni di carcere per aver denunciato la corruzione e le violazioni delle norme di sicurezza nella costruzione delle scuole che si sbriciolarono durante il terremoto del 2008, che causò la morte di innumerevoli bambini.Hairat Niyaz, giornalista della regione autonoma dello Xinjiang, è stato condannato nel luglio 2010 a 15 anni di carcere per "aver messo in pericolo la sicurezza dello stato". Secondo il mandato d'arresto, eseguito nell'ottobre 2009, aveva "concesso troppe interviste" sulle violazioni dei diritti umani ai danni della minoranza uigura.Dhondup Wangchen, autore cinematografico della provincia del Qinghai, sta scontando una condanna a sei anni a carcere per "incitamento al separatismo". Nel 2008, telecamera in spalla, aveva intervistato un centinaio di tibetani sulla situazione dei diritti umani nel Tibet. Ne era derivato un documentario, "Lasciando la paura alle spalle", censurato dalle autorità di Pechino.
fonte:amnesty international

lunedì 18 ottobre 2010

ultra serbi

Mi ricordavo,vagamente,che la guerra civile in jugoslavia,quell’incredibile guerra che portò una grande nazione a dividersi in piccolissime nazioni inizio proprio con una partita di calcio:bè quest’episodio l’ho trovato su wikipedia:ecco i fatti.Gli incidenti della partita tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa di Belgrado sono un celebre episodio di guerriglia calcistica avvenuto il 13 maggio 1990 allo stadio Maksimir di Zagabria tra gli ultras della Dinamo (BBB - Bad Bleu Boys) e quelli della Stella Rossa (Delije).I due club per anni erano stati ai vertici del campionato jugoslavo e molto spesso si contendevano il titolo. L'atteso incontro tuttavia non venne neanche giocato a causa dei disordini in atto sugli spalti. Gli scontri ebbero luogo in un momento cruciale per l'ex Jugoslavia. Il 6 maggio 1990 si era infatti tenuto il secondo turno di elezioni in Croazia, con la vittoria dell'Unione Democratica Croata (HDZ) di Tuđman. Con questo esito la Slovenia e la Croazia, guidate da gruppi politici nuovi, volevano cambiare la Jugoslavia in una confederazione. Tale progetto aveva i suoi oppositori più accesi in Serbia e in particolare nel cosiddetto partito socialista di Milošević. I tumulti di Zagabria provocarono 60 feriti.Le due squadre (e le rispettive tifoserie) nutrivano una reciproca rivalità da sempre, ma ad essa si aggiunsero delle tensioni nazionali extracalcistiche. Prima della partita giunsero a Zagabria circa 3.000 Delije che all'epoca erano guidati da Arkan (oggi noto come criminale di guerra alla guida di gruppi paramilitari durante il conflitto jugoslavo) che si disse entusiasta di essere presente alla gara (comunque non confermato). Allo stadio erano presenti complessivamente 15.000 - 20.000 spettatori. Parecchie ore prima della partita si registrarono numerosi scontri tra le due tifoserie.I disordini avvenuti il 13 maggio '90 furono in un certo senso il preludio alla guerra croata di indipendenza nonché uno degli episodi più emblematici della fine dell'ex Jugoslavia.

martedì 12 ottobre 2010

alcuni miei tweet

 Metto alcuni miei ultimi tweet insieme e ne scappa un bel post per il mio blog.
Per l'imbottigliamento e il trasposto su gomma di 100 litri d'acqua per 100 km,si producono emissioni pare a 10 kg di anidride carbonica.
A livello mondiale,nell'arco del ventesimo secolo,la quantità dell'aqua a disposizione di ogni Uomo è diminuita del 40 %.
Nelle nostre case si usa solo il 10 % dell'acqua consumata nel nostro paese.E l'altro 90 % ?
I patrimoni dei privati sono saliti del 72 % negli ultimi 10 anni,nonostate la crisi economica.
A detenere il 43 % delle ricchezze mondiali è l'1% dell'intera popolazione del nostro globo.
A Parigi ,causa l'efficiente servizio pubblico dei trasporti,il 48% delle famiglie non ha auto.Nel resto della Francia si arriva al 18 %.
la rivista Pnas ha pubblicato uno studio nel quale si asserisce che il calo demografico mondiale farà diminuire del 30% le emissioni di Co2.
Non esistono missioni di pace.Esiste la guerra ed i suoi morti.L'Afghanistan è il Vietnam dell'Italia.
Se appoggiare il premio nobel cinese dovesse comportare una mancanza dei prodotti cinesi nei nostri mercati,bè meglio così.ChisseneFrega.
ora alcuni sindaci con le loro municipalizzate,riguardo sempre il nucleare,si stanno buttando sul presunto "affare".soldi,sempre soldi.
Gandhi ottenne l'indipendenza dell'India ricorrendo a scioperi,boicottaggi e marce,senza l'uso della violenza(fù assassinato però).

venerdì 8 ottobre 2010

liu xiaobo e la charta 08

Questo blog,così vicino e sensibile ai diritti civili e alla pace è contento del Nobel della pace dato ad un cinese:infatti lo scrittore cristiano Liu Xiaobo è il primo cinese a ricevere il Nobel per la pace.Dall'8 dicembre 2008 Liu Xiao Bo è stato privato della libertà a causa della sua adesione al movimento «Charta 08».
Detenuto in una prigione sconosciuta secondo alcune fonti mentre altre dicono che è nota, è stato arrestato il 23 giugno 2009 sulla base dell'accusa di “incitamento alla sovversione del potere dello stato”. Dopo un anno di galera, il 23 dicembre 2009 si è svolto il processo; il 25 è stato condannato incredibilmente a 11(undici) anni di prigione e a due anni di interdizione dai pubblici uffici. La sentenza è stata confermata in appello l'11 febbraio 2010. Il premio dato allo scrittore ha scatenato una vera e propria guerra diplomatica.il governo di Pechino si è alterato così tanto da convocare addirittura l'ambasciatore norvegese.
Liu Xiaobo ha sottoscritto «Charta 08» ecco i punti fondamentali del documento ritenuto dissidente dal governo cinese:
  1. Modifiche in senso democratico alla Costituzione della Repubblica popolare cinese;
  2. Separazione dei poteri;
  3. Democraticizzazione del potere legislativo;
  4. Indipendenza del potere giudiziario;
  5. Possibilità per i cittadini di controllare l'operato degli amministratori;
  6. Rispetto dei diritti umani;
  7. Elezione (dal basso) e non più nomina (dall'alto) dei funzionari pubblici;
  8. Equilibrio tra ambiente urbano ed ambiente rurale;
  9. Libertà di associazione;
  10. Liberta di riunione;
  11. Libertà di espressione;
  12. Libertà di religione;
  13. Educazione civica;
  14. Tutela della proprietà privata;
  15. Riforma del sistema fiscale e tributario;
  16. Sicurezza sociale;
  17. Protezione dell'ambiente;
  18. Passaggio alla repubblica federale;
  19. Istituzione di una Commissione della verità e della riconciliazione.
queste notizie le ho prese da wikipedia

giovedì 7 ottobre 2010

omaggio a vargas llosa

Vargas Llosa è uno scrittore straordinario, ha note, nella sua prosa, di immensa forza e varietà: come non sentire che spesso la grandezza letteraria chiude la bocca a ogni sospetto di incoerenza politica? Come non affermare, in questo caso come in passato per Balzac, che l'arte può prendere la mano allo scrittore e procedere per strade diverse rispetto alle scelte ideologiche dell'autore? La festa del caprone è un grande romanzo "rivoluzionario", un romanzo che denuncia con intensità la violenza barbara di una dittatura, che mostra "di che lacrime grondi e di che sangue" ogni tirannide che ha insanguinato la storia di tanti paesi dell'America latina. Santo Domingo e il suo dittatore, Trujillo, sono il cuore del romanzo: uno stato che per appagare il Chivo, il Caprone, ha sacrificato se stesso, ha venduto e corrotto i cuori degli uomini, ha permesso alle sue donne di diventare trastullo di un vecchio laido, ha offerto le proprie vergini da stuprare per soddisfare le sue frustrazioni sessuali. I vari adulatori che circondavano il dittatore, ricattabili in tutto da lui, gli avevano regalato l'anima in parte per vigliaccheria (e costoro erano i migliori), in parte per adesione piena al criminale progetto di potere. Ma, come avviene per fortuna sempre, c'è chi si ribella: c'è chi lo fa per una profonda coscienza dell'orrore che si sta perpetrando, o per vendetta di un torto subito, o per ribellione quando la fedeltà al regime impone gesti contro natura. A tutti costoro è chiaro che la posta in gioco è la vita stessa, la propria in cambio di quella del nemico, ma forse anche la propria per spegnere quella del nemico.
Il romanzo procede su tre linee parallele. La prima vede Urania Cabral, figlia dell'ex presidente del Senato caduto in disgrazia nell'ultimo periodo del regime, tornare a Santo Domingo dopo più di trent'anni di assenza, e rievocare, accanto al letto del vecchio padre malato e da lungo tempo odiato e disprezzato, un'infanzia e un'adolescenza profondamente segnate da quella dittatura. La seconda vede i preparativi dell'attentato al "Caprone" e le storie individuali degli uomini che stanno per eseguire l'agguato al dittatore, e i percorsi che hanno portato persone tra loro diverse per cultura e stato sociale ad un comune destino. La terza linea narrativa entra nel Palazzo, osserva Trujillo e il suo entourage, ricostruisce la personalità del Capo e quella dei suoi collaboratori, e osserva la crudeltà spietata dei gesti, delle parole, delle azioni che questi hanno compiuto per conquistare e conservare il potere.
Queste tre dimensioni di un'unica storia si ricompongono negli ultimi capitoli, uniti dall'esplosione dei colpi di pistola che interrompono quel cammino di sangue: ci saranno dei morti, primo fra tutti il Caprone, ma altri porteranno per sempre ferite che nessuna vendetta potrà rimarginare.
Se, come ha recentemente affermato Vargas Llosa, "il disadattamento al mondo reale, il romanzo, la letteratura sono un atto di ribellione", questa ultima prova testimonia quanto può essere importante e coinvolgente la presa di posizione di un intellettuale contemporaneo per creare la coscienza dei lettori e il loro spirito critico.articolo di Grazia Casagrande