martedì 29 settembre 2009

1 italiano su 2 non usa internet

secondo mè questa notizia ha dell'incredibile:
L'Italia è nella media Europea, ma per una volta questa constatazione ha un'accezione negativa: secondo quanto emerso dall'Osservatorio Italia Digitale 2.0 eseguito da Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, meno del 50 percento degli abitanti del Belpaese con età compresa fra 15 e 74 anni usa Internet. In particolare, su 21,6 milioni di persone, gli internauti solo il 47 percento.
Il dato era già emerso da una ricerca condotta da Nielsen e trova solo conferma nei dati che abbiamo appena pubblicato.

Più grave è però l'altro dato emerso dalla stessa ricerca: le aziende con più di 50 dipendenti sono in gran parte collegate al web, mentre un terzo delle piccole e medie imprese continua a non avere i computer collegati a Internet. Il dato peggiora drammaticamente se se si prendono in esame quelle che vengono definite microimprese: il 43% non ha una connessione alla Rete globale. Sempre secondo la stessa ricerca, il valore aggiunto che deriva dal web corrisponde al 13% del PIL, quindi di fatto ci sono potenzialità del tutto o parzialmente non sfruttate.
Lo stato invece di incentivare nuove lotterie dovrebbe promuovere di più lo sfruttamento dei personal computer:vendere 10 milioni di pc farebbe bene all'Italia e all'economia globale.
fonte:pcworld

mercoledì 23 settembre 2009

obama all'onu


OBAMA ALL'ONU
Ci tengo a ringraziare il segretario generale per aver organizzato questa riunione e tutti i dirigenti che partecipano al summit. Il fatto che oggi siamo così numerosi dimostra che la minaccia che costituiscono i cambiamenti climatici è grave, pressante e crescente. La reazione della nostra generazione di fronte a questo problema sarà giudicata dalla storia, perché se non attaccheremo arditamente, rapidamente e di concerto, rischiamo di produrre una catastrofe irreversibile per le generazioni future.
Nessuno Stato, che sia grande o piccolo, ricco o povero, può sfuggire agli effetti dei cambiamenti climatici. L'innalzamento del livello dei mari minaccia tutte le coste. Tempeste e inondazioni di sempre più grande ampiezza minacciano tutti i continenti. Siccità e cattivi raccolti producono la sotto-alimentazione e i conflitti in luoghi dove la sotto-alimentazione ed i conflitti sono già frequenti. Nelle isole dove la superficie diminuisce, le famiglie sono già obbligaste ad abbandonare le loro abitazioni per diventare rifugiati del clima. La sicurezza e la stabilità  di tutti i Paesi e di tutti i popoli - nostra prosperità, nostra salute e nostra sicurezza - sono in pericolo ed il tempo che abbiamo per rimediare a questa situazione è limitato.
Eppure possiamo porre rimedio.  Come ha detto John Kennedy, «I nostri problemi sono creati dall'uomo, possono dunque essere risolti dall'uomo». E' vero che per troppi anni l'umanità ci ha messo del tempo a reagire o anche a riconoscere l'ampiezza della minaccia climatica. E' vero anche per il mio Paese. Noi lo riconosciamo. Si tratta però di un nuovo giorno, di una nuova epoca. Sono fiero di poter dire che gli Stati Uniti hanno fatto di più per incoraggiare la produzione di energia pulita e per ridurre l'inquinamento dovuto alle emissioni di CO2 in questi ultimi otto mesi che durante tutto l'altro periodo della loro storia.
Il nostro governo dedica gli investimenti più importanti che abbia mai fatto al settore delle energie rinnovabili; questi investimenti sono destinati a raddoppiare la capacità di produzione di energia eolica ad altre energie rinnovabili in tre anni. In tutti gli Stati Uniti, degli imprenditori costruiscono delle pale eoliche, dei pannelli solari e delle batterie per auto ibride  con l'aiuto di garanzie di prestito e di crediti d'imposta, progetti che creano posti di lavoro ed imprese. Noi investiamo miliardi di dollari al fine di ridurre lo spreco di energia nelle nostre abitazioni, nei nostri edifici e quello dovuto alle nostre apparecchiature elettroniche e casalinghe, il che permette anche alle famiglie americane di risparmiare denaro grazie alla riduzione dei loro livelli di elettricità e di carburante.
Abbiamo proposto la prima politica nazionale mirante tanto ad accrescere il risparmio di carburante che a ridurre l'inquinamento dovuto alle emissioni di gas serra per tutte le nuove auto e tutti i nuovi camion, questo farà risparmiare denaro ai nostri consumatori e petrolio al nostro Paese. Noi progrediamo in quello che riguarda la realizzazione dei primi progetti di costruzione di eolico  al largo delle coste del nostro Paese. Noi investiamo miliardi di dollari in vista del sequestro del carbonio, in modo che potremo ridurre l'inquinamento causato dalle nostre centrali a carbone. Questa settimana, annunceremo che per la prima volta cominceremo a sorvegliare le quantità di gas serra emesse in tutto il nostro Paese.
Alla fine della settimana, aprirò di concerto con i miei colleghi all'interno del G20 per mettere fine alle sovvenzioni riguardanti I combustibili fossili in modo che possiamo meglio affrontare il problema climatico.
Sappiamo già che il recente calo dell'insieme delle emissioni americane è in parte dovuto alle misure che puntano ad incoraggiare un migliore rendimento energetico ed un migliore impiego delle energie rinnovabili.
Cosa ancora più importante, la Camera dei rappresentanti ha adottato a giugno un testo di legge sull'energia e il clima che dovrà permettere finalmente che l'energia pulita sia una forma di energia redditizia per le imprese americane e ridurre considerevolmente le emissioni di gas serra. Una commissione del Senato  ha già esaminato questo testo di legge ed io conto di operare di concerto con altri quando progrediremo.
Dato che nessun Paese può rilevare da solo questa sfida, gli Stati Uniti incitano un numero d'alleati e di persone più grande che mai a trovare una soluzione. In aprile, abbiamo convocato qui negli Stati Uniti la prima delle 6 riunioni del Forum delle grandi potenze economiche sull'energia ed il clima che hanno avuto luogo fino ad oggi. A Trinidad,  ho proposto un partenariato sull'energia ed il clima per le Americhe. Noi agiamo con l'intermediazione della Banca mondiale per incoraggiare I progetti di energie rinnovabili e delle tecnologie connesse nei Paesi in via di sviluppo. Infine, accordiamo in posto prioritario alle questioni climatiche nel quadro delle nostre relazioni diplomatiche con dei Paesi così diversi come la Cina e il Brasile, l'India e il Messico, dal continente africano al continente europeo.
Tutte queste misure rappresentano da parte del popolo Americano e del suo governo un riconoscimento di importanza storica. Noi comprendiamo la gravità della minaccia climatica. Noi siamo risoluti ad agire e ci prenderemo le nostre responsabilità verso le generazioni future.
Tuttavia, benché un gran numero di Paesi abbia preso delle misure ardite e condivida la nostra determinazione, non siamo venuti qui per celebrare i progressi odierni. Noi siamo venuti perché occorre progredire molto di più. Noi siamo venuti perché resta molto da fare.
Si tratta di un compito che non sarà facile. Mentre ci apprestiamo ad andare a Copenhagen, non dobbiamo farci illusioni sul fatto che il più difficile è davanti a noi. Noi cerchiamo cambiamenti radicali ma necessari nel bel mezzo di una recessione mondiale, nella quale il compito prioritario di tutti i Paesi è di rilanciare l'economia e di diminuire la disoccupazione. Tutti noi dovremo avremo a che fare nelle nostre rispettive capitali con i dubbi e le difficoltà, su come cerchiamo di raggiungere una soluzione duratura ai problemi climatici.
Io sono venuto qui oggi per dire che le difficoltà non possono servire da scusa per accontentarsi. L'imbarazzo non è più una scusa per l'inazione. Infine, non dobbiamo permettere che la perfezione diventi nemica del progresso. Ognuno di noi deve fare quello che può quando può per far aumentare l'economia del suo Paese senza mettere in pericolo il nostro pianeta e dobbiamo farlo tutti insieme. Noi dobbiamo cogliere l'occasione per fare della riunione di Copenhagen un passo importante nella lotta mondiale contro i cambiamenti climatici.
Noi non possiamo più permettere che le vecchie divisioni che hanno caratterizzato il dibattito sul clima durante tanti anni blocchino i nostri progressi. Si, spetta sempre ai Paesi  industriali che hanno causato una gran parte dei danni subiti dal nostro clima nel corso del secolo scorso, tra i quali gli Stati Uniti, di giocare un ruolo di primo piano. Noi continueremo a farlo, investendo nei settori delle energie rinnovabili, favorendo un miglior rendimento e riducendo considerevolmente le nostre emissioni in maniera da raggiungere gli obiettivi che abbiamo fissato per il 2020 e i nostri obiettivi di lunga durata per il 2050.
Tuttavia, anche i Paesi in via di sviluppo rapido che saranno responsabili di quasi tutta la crescita delle emissioni di CO2 nei decenni a venire devono giocare il loro ruolo. Alcuni di questi Paesi hanno già fatto dei grandi progressi per quel che riguarda la produzione di energia pulita e il suo utilizzo. Essi devono però impegnarsi a prendere delle misure vigorose sul loro territorio ed accettare di rispettare questi impegni proprio come fanno i paesi industriali. Noi non possiamo rilevare questa fida se tutti I grandi emettitori di gas serra non agiscono di concerto. Non c'è altra soluzione.
Noi dobbiamo anche raddoppiare i nostri sforzi per mettere gli altri Paesi in via di sviluppo, in particolare i Paesi più poveri e più vulnerabili, sulla strada di una crescita sostenibile. Questi Paesi non dispongono delle stesse risorse per lottare contro i cambiamenti climatici di Paesi quali gli Stati Uniti o la Cina, ma sono loro ad avere l'impegno più immediato per una soluzione, perché conoscono già gli effetti del riscaldamento del nostro pianeta: la fame, la siccità, la sparizione dei villaggi costieri e i conflitti dovuti alla rarità delle risorse. Il loro futuro non è più la scelta tra un'economia  crescente ed un pianeta più pulito, perché la loro sopravvivenza dipende da entrambe. La riduzione della povertà avrà poco effetto se non si può raccogliere quel che si è seminato o trovare dell'acqua potabile.
E' per questo che incombe su di noi di fornire l'aiuto finanziario e tecnico del quale questi Paesi hanno bisogno per adattarsi agli effetti dei cambiamenti climatici e per incoraggiare uno sviluppo che causi poche emissioni di CO2.
Dopo tutto, quel che ricerchiamo non è semplicemente un accordo sulla limitazione delle emissioni di gas serra. Noi cerchiamo di concludere un accordo che permetterà a tutti i Paesi di conoscere un buon tasso di crescita e di aumentare il livello di vita della popolazione senza mettere in pericolo il nostro pianeta. Mettendo a punto delle tecnologie non inquinanti e condividendo il nostro know how, noi possiamo aiutare i Paesi in via di sviluppo ad evitare le tecnologie inquinanti ed a ridurre le emissioni pericolose.
Signor segretario generale, mentre siamo riuniti qui oggi, la buona notizia é che, dopo tanti anni di inazione e negazione, la maggior parte dei Paesi riconoscono finalmente l'urgenza del problema che ci si pone. Noi sappiamo quel che conviene fare. Noi sappiamo che l'avvenire del nostro pianeta dipende da un impegno  mondiale a ridurre in modo permanente l'inquinamento dovuto ai gas serra. Noi sappiamo che, se adottiamo le regole e gli incentivi appropriati, daremo libero corso al potere creativo dei nostri migliori scienziati, ingegneri ed imprenditori per costruire un mondo migliore. Un gran numero di Paesi hanno già fatto il primo passo sulla via che porta alla realizzazione di questo obiettivo. Questa strada sarà però lunga e difficile e noi non abbiamo molto tempo per arrivare fino alla conclusione. E' una via che esigerà che ciascuno di noi perseveri nonostante le battute di arresto per progredire poco a poco, anche quando ci saranno degli ostacoli.  Cominciamo dunque subito, perché se siamo flessibili e pragmatici, se possiamo decidere di lavorare instancabilmente e di concerto, noi potremo allora realizzare il nostro obiettivo comune, vale a dire un mondo che sia più sicuro, più pulito ed in migliore salute di quello che abbiamo trovato ed un futuro che sia degno dei nostri figli.
Vi ringrazio.
dal sito:  greenreport.it

lunedì 21 settembre 2009

censura 2009


Ecco le immagini che l'ATAC, l'azienda trasporti pubblici di Roma, ha deciso di censurare. Le immagini sarebbero state affisse nelle stazioni della metropolitana della capitale (e non, come sostiene il presidente dell'ATAC, sugli autobus). 
è la pubblicità di alcuni programmi del canale Current.
Lasciamo a voi la valutazione del contenuto di questi manifesti. Ricordo che l'agenzia che ha creato i visual è cOOkies Adv, con sede a Milano.

Il manifesto con la bibbia pubblicizza la puntata del VANGUARD "I martiri della camorra", in cui si racconta la storia di un sacerdote ucciso dalla camorra.





venerdì 18 settembre 2009

energia nucleare

Inizio una serie di articoli ed approfondimenti sull'energia nucleare.
L'italia ha annunciato la ripresa del piano nucleare interrotto da 20 anni,con l'impegno di costruire 6 centrali ,di cui la prima nel 2013.Il premio Nobel per la fisica Carlo Rubbia ha spiegato la sua visione sul delicato tema.A chi propone l'uso dell'energia nucleare come unica risposta alla mancanza di energia nel nostro paese.Egli ha detto "dobbiamo tener conto che il nucleare è un'attività che si può fare soltanto in termini di tempo molto lunghi. Noi sappiamo che per costruire una centrale nucleare sono necessari da 5 a 6 anni,in Italia anche 10.Il banchiere che mette 4-5 miliardi di euro per crearla riesce,se tutto va bene,a ripagare il proprio investimento  in circa 40-50 anni "E il banchiere ,in Italia, sarebbe lo stato ,cioè noi i cittadini.Naturalmente oltre alla assoluta mancanza di risparmio economico e finanziario c'è anche il problema della sicurezza delle centrali.Il processo di fissione nucleare infatti comporta un alto rischio di reazione a catena incontrollata,tanto più probabile nelle centrali nucleari obsolete ,mal controllate e mal costruite.
Le centrali nucleari non sono sicure :ci sono stati due incidenti gravi,nel 1979 a Three Mile Island (USA) e,quello peggiore a Chernobyl in Russia nel 1986.L'incidente alla centrale russa fu dovuto al fatto che venne utilizzato un reattore Rbmk ,all'epoca sfruttati solo in Unione Sovietica,cioè fu utilizzata una tecnologia obsoleta e carente di strutture di contenimento.Cioè fu costruito male  e mantenuto ancora peggio.Ma accadde:sull'onda emotiva di quegli incidenti l'opinione pubblica in tutto il mondo si svegliò e la favola del nucleare buono finì.Ad affossare ulteriormente le speranze nucleari  c'è anche il problema delle scorie e dello smontaggio delle centrali nucleari,che hanno una durata intorno ai 50 anni,alla fine dei quali devono essere smontate pezzo per pezzo (decommissioning) e i rifiuto posti in sicurezza per 100.000 anni..La centrale inglese di Calder Hall  a Sellafield,chiusa nel 2003,fu aperta negli anni '50 e i lavori di smantellamento finiranno solo nel 2115.
E le scorie?Sono radioattive,altamente inquinanti e nessuno le vuole ,ma se per esempio in Italia verranno costruite 6(sei) centrali chi si beccherà le salutari scorie?Rubbia dice ancora che"...se volessimo produrre il 30 % dell'energia elettrica con il nucleare,non bastano 6 centrali, ma ne servirebbero almeno 18/20...", cioè una per ogni regione italiana.
Il problema dello smaltimento dell scorie è stato risolto da Rubbia con gli accelleratori di materia,ma in Italia questo progetto non è partito,tanto da far emigrare in Spagna il premio nobel.
Le speranze di tutti sono rivolte verso la "fusione nucleare",tecnologia basata su un principio differente che diminuirà il rischio di incidenti e la quantità di scorie.queste cenrtali saranno pronte verso il 2030/2050,ma intanto...

fonti: Wikipedia,sito geocities.com,La Repubblica

mercoledì 16 settembre 2009

simbolo della pace

Mezzo secolo ed è ancora contemporaneo. Nel 2008 ha compiuto cinquant'anni il simbolo della pace, composto da una linea verticale e due linee inclinate verso il basso, inscritte in un cerchio. Diventato negli anni uno dei loghi più conosciuti, associato all'America degli anni ‘60 e alla cultura hippie, nasce in realtà in Gran Bretagna nel 1958 come simbolo della Cnd (Campaign for nuclear Disarmement), organizzazione pacifista che aveva tra i suoi promotori il filosofo Bertrand Russell (1872-1970). Il primo utilizzo pubblico del simbolo risale infatti alla marcia di Aldermaston, località sede di una base militare e di una fabbrica di armi nucleari, in Inghilterra, come descritto in un articolo sulla manifestazione dal ‘Manchester Guardian’.  A inventare il simbolo, che è riuscito a imporsi sul suo più diretto concorrente, la colomba della pace di Picasso, è stato Gerald Holtom. Obiettore di coscienza durante la Seconda guerra mondiale, decisione non scontata per quei tempi, Holtom, al termine del conflitto si avvicinò al Cnd diventandone presto attivista. Ai membri dell’organizzazione propose uno strano logo disegnato, qualche tempo prima, in nome della pace. L’idea nacque dopo aver studiato l'opera di Goya sui popolani madrileni fucilati dalle truppe di Napoleone. In particolare, la sua attenzione cadde su due personaggi: uno morto con le braccia abbassate e un altro vivo con le braccia alzate. Stilizzando tali posizioni e ispirandosi alla gestualità che i marinai utilizzano per comunicare a distanza tramite le bandierine (la lettera ‘N’ di ‘nuclear’, indicata dalla linea verticale, la lettera ‘D’ di ‘disarmament’, corrispondente alle linee inclinate, e il cerchio che rappresenta la parola ‘globale’), realizzò il simbolo della pace che i pacifisti inglesi riprodussero durante le marce da Londra ad Aldermaston. fonte:Adnkronos

domenica 13 settembre 2009

tributo all'11 settembre

TRIBUTO ALL'11SETTEMBRE
un pò in  ritardo...
ho un ricordo molto vivido di quello che successe l'11 settembre 2001.
era un martedì se non ricordo male ed uscivo dal lavoro alle 13.00,arrivai a casa alle 13.15.Pranzai  e poi andai a riposare la mia solita oretta pomeridiana;mia moglie faceva il turno pomeridiano dalle 14.00 alle 22.00.
Quando alle 15.30/16.00 mi svegliai ,presi il caffè e accesi  il televisore: e fu l'inferno in terra.
Tutti i telegiornali erano collegati con New York,con l'America in diretta ed una serie di aerei dirottati venivano fatti precipitare verso i grattacieli del World Trade Center ed  il Pentagono.Sembrava di stare in guerra: telefonai a mia moglie,a mia sorella,a mio padre.Tutti stavano seguendo quelle drammatiche notizie.
E cosi da allora il mondo è cambiato: il presidente americano Bush entrò in guerra contro l'Iraq e l'Afghanistan seguito a ruota dai suoi alleati.
Dopo 8 anni la situazione politica mondiale non mi sembra cambiata,anzi ci sono due guerre in più e quel che è peggio ci sono queste ipotesi di complottismo nei riguardi dell'attentato alle Torri Gemelle.Complottismo?
No a me pare che a buttare giù le torri siano proprio stati gli aerei dirottati,non ci sono stati complotti,false prove,depistaggi.ordigni interni ai due grattacieli.(addirittura c'è chi parla di crisi economica ritardata dal crollo dei grattacieli).
Non c'è nessun potere o motivo occulto dietro a questi fatti.Queste voci di falsi complotti le mette su chi non vuole vedere la realtà cosi come è: Israele è in guerra contro il mondo arabo,gli Stati Uniti sono amici di Israele, i terroristi fondamentalisti arabi hanno voluto punire la politica americana con un grande atto di guerra. Punto .Mi sembra tutto molto semplice...o no?

giovedì 10 settembre 2009

fantasy

fantasy

Il fantasy ,diciamo, e' un genere letterario-cinematografico che bazzico poco: 20 anni quando divoravo 4/5 Urania al mese me ne tenevo lontano.Mi piaceva di piu' la fantascienza pura:Clarke,Asimov,Jones,Dick,Herbert erano tra alcuni dei miei autori preferiti.Quando al cinema e' uscito "Il Signore degli Anelli" ho comperato il libro:non mi ha colpito, non mi ha perforato il cuore, e so ' che dico una eresia pero' mi ha lasciato un po' "freddino".La cosa che mi ha colpito di piu' e' questa visione manichea della realta':una divisione assurda tra Bene E Male: con il trionfo annunciato del Bene e degli Uomini,Questa specie di razzismo strisciante che vedeva da una parte gli Uomini e dalla altra parte tutte le "altre" creature: Elfi, Orchi,Nani,Hobbit ,Alberi parlanti,Maghi,Si gli Hobbit alla fine aiutano a far trionfare gli Uomini ma sono al crepuscolo:stanno per scomparire ,stanno diventando leggenda come gli Elfi destinati a scomparire da un mondo che in fondo non li accetta piu'. E l'uso della guerra totale per distruggere il nemico:certo con Mordor non ci si puo' mettere d'accordo pero' l'idea della guerra totale,distruttiva non mi convince piu' di tanto. In ogni caso aldila' dei miei giudizi "il Signore degli anelli" rimane un capolavoro che ho letto una volta e penso che rilleggero' (prima o poi).dopo e' venuta la volta de "Le cronache di Narnia":animali parlanti! Gia' questa cosa mi e' piaciuto poco e chi poteva fare un film con animali parlanti e il solito buonismo intriso in ogni fotogramma?la Walt Disney,naturalmente.

Un giorno avevo maledettamente voglia di leggere fantasy,si' un buon libro che parlasse di elfi,creature magiche e di maghi,castelli oscuri e terre inventate:stavo in un grande supermercato e dove cadono i miei occhi? Su "il dominio della regina" di G.R.R.Martin be' lo' preso al volo (con sconto) e da la' ho iniziato a scoprire il ciclo delle "cronache del ghiaccio e del fuoco".

A dire la verita' non e' un fantasy convenzionale:al posto della magia poca o niente c'e....be' leggetelo che lo scoprirete!

Cosi ho deciso di iniziare a bazzicare i vari forum(tanti) in internet,ho scoperto che dovrebbero iniziare a girare un telefilm basato sulle cronache e quest'anno uscira il nuovo volume dell'intero ciclo:devo dire che sono completamente soddisfatto di tutto