sabato 2 marzo 2013
lunedì 30 agosto 2010
karen silkwood
Karen Silkwood è stata una attivista del sindacato chimico-nucleare statunitense che lavorava come tecnico presso gli stabilimenti della Kerr-Mcgee a Crescent,Oklahoma,USA.La sua mansione era quella di fare i pellet di plutonio per barre di combustibile da usare nei reattori nucleari.Morì in circostanze misteriose a 28 anni in un incidente stradale il 13 novembre 1974,mentre stava portando avanti una indagine sulle numerose irregolarità che aveva riscontrato all’interno dello stabilimento stesso.Dopo aver aderito al sindacato,le fu assegnato il delicato incarico di indagare e controllare la sicurezza dei lavoratori:incarico che là portò subito a scoprire numerose falle sulla sicurezza stessa:esposizione al plutonio da parte degli operai e il numero insufficiente delle docce nei reparti sottoposti alle contaminazioni.Nell’estate del ‘74 denunciò tutte queste irregolarità ed altre,testimoniando di fronte alla Atomic Energy Commission(AEC).I fatti che successero nei giorni seguenti,riassunti nel libro”The killing of Karen Silkwood”di Richard Raske si possono riassumere così:una misteriosa serie di contaminazioni trovate sul suo corpo o sull’ambiente domestico la allontanarono dal lavoro,probabilmente intenzionali,fatte da qualcuno per allontanare(?) una testimone scomoda.E cosi la Silkwood per smascherare questo complotto decise di andare oltre alla AEC e contatto un giornalista del New York Times,L’appuntamento era per la sera del 13 novembre 1974 con il giornalista David Burnham e il dirigente sindacale Steve Wodka:testimoni affermano che la mattina di quel fatidico giorno,la donna aveva un corposo dossier di documenti.La sera di quel giorno fu trovata semidistrutta la Honda Civic di Karen Silkwood e dentro il cadavere della povera donna,un incidente avvenuto in circostanze sospette e mai chairite nonostante diverse indagini e diversi processi.Negli anni è uscita fuori la solita tesi complottistica che vede coinvolti servizi segreti occidentali e misteriosi gruppi iraniani,un furto di 44 kg di plutonio dalla fabbrica della Silkwood,fatto in cui si era accidentalmente imbattuta la coraggiosa attivista per caso mel corso delle sue indagini.Nel 1983 l’intera storia fu magnificamente immortalata da Mike Nichols nel film “Silkwood” interpretato da una Meryl Streep in stato di grazia:fu per episodi come questo e film che l’America prese una coscienza sulla questione nucleare.
La fonte di questo post è wikipedia usa,se la traduzione risulta errata o lacunosa segnalatemelo
giovedì 22 aprile 2010
google contro la censura
Non è quindi una sorpresa il fatto che Google, come altre aziende del settore tecnologico e delle telecomunicazioni, riceva regolarmente dalle autorità governative richieste di rimozione di contenuti dai propri servizi. Naturalmente molte di queste richieste sono assolutamente legittime, come quelle mirate alla rimozione di materiale pedopornografico. Riceviamo inoltre regolarmente, da parte delle Autorità competenti, richieste relative ai dati personali degli utenti. Anche in questo caso, la stragrande maggioranza di queste richieste è fondata e queste informazioni sono necessarie per il legittimo svolgimento di inchieste giudiziarie. Tuttavia, i dati relativi a queste attività non sono stati finora resi disponibili su larga scala. Crediamo che una maggiore trasparenza porterà a ridurre i rischi di censura.
Per questo lanciamo oggi il Government Requests tool, che permette di fornire a tutti le informazioni relative alle richieste di rimozione di contenuti o di dati personali degli utenti che riceviamo dalle autorità governative di tutto il mondo. Per questo lancio, stiamo utilizzando dati relativi al periodo Luglio-Dicembre 2009, e prevediamo per il futuro di aggiornarli con cadenza semestrale. Leggete questo post per sapere di più sui nostri principi riguardanti la libertà di espressione e i contenuti controversi sulla rete.
Stiamo già cercando di agire con la maggiore trasparenza legalmente possibile per quanto riguarda le richieste dei Governi. Quando possibile, informiamo gli utenti sulle richieste che potrebbero riguardarli direttamente. Se rimuoviamo un contenuto nei risultati delle ricerche, lo segnaliamo apertamente agli utenti. Le cifre che oggi condividiamo portano questa trasparenza un passo più avanti e riflettono il numero totale di richieste ricevute, suddivise per giurisdizione. Inoltre, condividiamo la quantità di richieste di rimozione di contenuti alle quali non ci conformiamo, e sebbene non ci risulti al momento possibile fornire maggiori dettagli utili sulla nostra osservanza di richieste relative ai dati degli utenti, è nostra volontà farlo in futuro.
Nel più ampio contesto del nostro impegno nei confronti della Global Network Initiative, abbiamo già sottoscritto i principi e le prassi che governano la privacy e la libera espressione. Nello spirito di tali principi, ci auguriamo che questo nostro strumento aiuti a far luce sulla vastità e la portata delle richieste di rimozione di contenuti e di trasferimento dati che ci pervengono dai Governi di tutto il mondo. Speriamo inoltre che tale strumento rappresenti solo il primo passo verso una maggiore trasparenza di tutte le aziende del settore tecnologico e delle telecomunicazioni per quanto riguarda queste attività.
Scritto da: David Drummond, Senior Vice-President, Corporate Development and Chief Legal Officer
fonte:il blog di Google
mercoledì 24 febbraio 2010
il potere contro google
In questo caso, tuttavia, la Procura di Milano ha deciso di incriminare quattro dipendenti di Google - David Drummond, Arvind Desikan, Peter Fleischer and George Reyes (che ha lasciato l'azienda nel 2008) - con accuse di diffamazione e mancato rispetto del codice italiano della privacy. Per essere chiari, nessuno dei quattro Googlers incriminati ha avuto niente a che fare con questo video. Non vi erano rappresentati, non lo hanno ripreso, caricato o rivisto. Nessuno di loro conosceva le persone coinvolte e non hanno saputo dell'esistenza di questo video fino a quando non è stato rimosso.
Secondo il quotidiano La Stampa all'udienza del 18 Febbraio 2009 i genitori del ragazzo vessato ritirano la querela in seguito alle scuse ed alle iniziative di Google promosse in ambito sociale
Nonostante questo, oggi un giudice del Tribunale di Milano ha condannato i 4 per mancato rispetto del codice Italiano della privacy. Tutti e 4 sono stati dichiarati non colpevoli delle accuse di diffamazione. In sostanza questa decisione significa che i dipendenti di piattaforme di hosting come Google Video sono penalmente responsabili per i contenuti caricati dagli utenti.
Google farà ricorsocontro questa decisione che ritengono a dir poco sorprendente dal momento che i 4 imputati non hanno niente a che fare con il video in questione. Ritengono, anzi, che durante l'intero processo abbiano dato prova di grande coraggio e dignità; il semplice fatto che siano stati sottoposti ad un processo è eccessivo.
C'è un'altra importante ragione, però, per la quale Google è profondamente turbata da questa decisione: si trova di fronte ad un attacco ai principi fondamentali di libertà sui quali è stato costruito Internet. La Legge Europea è stata definita appositamente per mettere gli hosting providers al riparo dalla responsabilità, a condizione che rimuovano i contenuti illeciti non appena informati della loro esistenza. La motivazione è che questo meccanismo di "segnalazione e rimozione" avrebbe contribuito a far fiorire la creatività e la libertà di espressione in rete proteggendo al contempo la privacy di ognuno. Se questo principio viene meno e siti come Blogger o YouTube sono ritenuti responsabili di un attento controllo di ogni singolo contenuto caricato sulle loro piattaforme - ogni singolo testo, foto, file o video - il Web come lo conosciamo cesserà di esistere, e molti dei benefici economici, sociali, politici e tecnologici ad esso connessi potrebbero sparire.
fonte:google
giovedì 12 novembre 2009
la censura contro i blogger
Sono 185 i blogger che nel mondo sono minacciati, arrestati o rischiano il carcere a causa di quello che hanno scritto o denunciato sui loro blog. Il paese più pericoloso per i blogger è la Cina, seguita dall’Egitto e dall’Iran. Globalvoices.org ha lanciato il progetto Threatened voices per monitorare la censura sul web in tutti i paesi del mondo.Guardate la cartina subito per rendersi conto della situazione:
Oppure la blogger tunisina Fatma Riahi, incarcerata a Tunisi il 2 novembre con l’accusa di essere l’autrice del blog satirico Blog de Z che pubblica anonimamente vignette contro il governo di Ben Ali. Il blog di Fatma (fatma-arabicca.blogspot.com) è stato oscurato qualche giorno prima del suo arresto.
mercoledì 21 ottobre 2009
libertà di stampa
La classifica completa la trovate qui.
lunedì 21 settembre 2009
censura 2009
è la pubblicità di alcuni programmi del canale Current.
Lasciamo a voi la valutazione del contenuto di questi manifesti. Ricordo che l'agenzia che ha creato i visual è cOOkies Adv, con sede a Milano.
Il manifesto con la bibbia pubblicizza la puntata del VANGUARD "I martiri della camorra", in cui si racconta la storia di un sacerdote ucciso dalla camorra.












