martedì 31 agosto 2010

ESTRAZIONI DEL LOTTO 31/08/2010

BARI 83-18-43-46-61
CAGLIARI 12-37-44-51-69
FIRENZE 56-33-75-32-61
GENOVA 85-29-69-71-27
MILANO 56-79-78-76-7
NAPOLI 44-71-27-48-34
PALERMO 14-41-52-77-4
ROMA 49-33-90-59-75
TORINO 10-8-9-26-27
VENEZIA 52-73-17-74-62
NAZIONALE 49-17-25-71-53

lunedì 30 agosto 2010

karen silkwood

Karen Silkwood è stata una attivista del sindacato chimico-nucleare statunitense che lavorava come tecnico presso gli stabilimenti della Kerr-Mcgee a Crescent,Oklahoma,USA.La sua mansione era quella di fare i pellet di plutonio per barre di combustibile da usare nei reattori nucleari.Morì in circostanze misteriose a 28 anni in un incidente stradale il 13 novembre 1974,mentre stava portando avanti una indagine sulle numerose irregolarità che aveva riscontrato all’interno dello stabilimento stesso.Dopo aver aderito al sindacato,le fu assegnato il delicato incarico di indagare e controllare la sicurezza dei lavoratori:incarico che là portò subito a scoprire numerose falle sulla sicurezza stessa:esposizione al plutonio da parte degli operai e il numero insufficiente delle docce nei reparti sottoposti alle contaminazioni.Nell’estate del ‘74 denunciò tutte queste irregolarità ed altre,testimoniando di fronte alla Atomic Energy Commission(AEC).I fatti che successero nei giorni seguenti,riassunti nel libro”The killing of Karen Silkwood”di Richard Raske si possono riassumere così:una misteriosa serie di contaminazioni trovate sul suo corpo o sull’ambiente domestico la allontanarono dal lavoro,probabilmente intenzionali,fatte da qualcuno per allontanare(?) una testimone scomoda.E cosi la Silkwood per smascherare questo complotto decise di andare oltre alla AEC e contatto un giornalista del New York Times,L’appuntamento era per la sera del 13 novembre 1974 con il giornalista David Burnham e il dirigente sindacale Steve Wodka:testimoni affermano che la mattina di quel fatidico giorno,la donna aveva un corposo dossier di documenti.La sera di quel giorno fu trovata semidistrutta la Honda Civic di Karen Silkwood e dentro il cadavere della povera donna,un incidente avvenuto in circostanze sospette e mai chairite nonostante diverse indagini e diversi processi.Negli anni è uscita fuori la solita tesi complottistica che vede coinvolti servizi segreti occidentali e misteriosi gruppi iraniani,un furto di 44 kg di plutonio dalla fabbrica della Silkwood,fatto in cui si era accidentalmente imbattuta la coraggiosa attivista per caso mel corso delle sue indagini.Nel 1983 l’intera storia fu magnificamente immortalata da Mike Nichols nel film “Silkwood” interpretato da una Meryl Streep in stato di grazia:fu per episodi come questo e film che l’America prese una coscienza sulla questione nucleare.

La fonte di questo post è wikipedia usa,se la traduzione risulta errata o lacunosa segnalatemelo

domenica 29 agosto 2010

nessun quotidiano usa nei primi siti

Una ricerca di comScore sui primi 50 siti online americani – Il primo gruppo della carta stampata in classifica è il New York Times, al 13° posto, mentre i siti online del Washington Post sono solo al 47° posto
—–

Fra i primi 10 siti web americani non ci sono quelli dei maggiori quotidiani Usa. Lo ha rilevato uno studio effettuato da ComScore sui primi 50 siti online Usa mostrando che il primo quotidiano in classifica è il New York Times, ma al 13° posto.

Si tratta di uno studio che fotografa la situazione nel giugno scorso e che era molto atteso visto lo sforzo per il potenziamento della propria presenza sul web compiuto negli ultimi mesi da diverse aziende editoriali.

L’ analisi tra l’ altro – osserva Editorsweblog – risulta meno negativa di quanto prevedesse lo stesso rapporto dell’ anno scorso.

Tribune Interactive, con 28 milioni di visitatori unici e The Washington Post Company (con 26), sono al 40° e al 47° posto rispettivamente, mentre non erano presenti nella classifica dell’ anno scorso. New York Times Digital è salita di tre posizioni ed èal 13° posto, con 69 mln. E’ una buona notizia, ma che succederà quando il NYT a partire da gennaio passerà all’ Informazione a pagamento?

Google, Yahoo e Microsoft restano i tre siti più visti, mentre la tanto controversa ‘content farm’ Demand Media sale dal 25° al 17° posto, registrando rispetto all’ anno scorso quasi un raddoppio del traffico, passato da 29 a 55 milioni di visitatori.

Facebook sale di due posizioni, sostituendo al quarto posto AOL (che scende al 5°), con 142 milioni di visitatori: anche in questo caso un quasi raddoppio rispetto ai 77 milioni dell’ anno scorso.

fonte:lsdi

sabato 28 agosto 2010

terremoto in umbria

alle 09:07 a Spoleto ho avvertito una scossa di terremoto,nessun danno ma tanto molto spavento.
ecco i dati dell'INGV:
La localizzazione preliminare e' la seguente:
# Data e ora locale: 28 Aug 2010 09:08:03
# Coordinate Epicentrali
 - Latitudine: 42° 50' 42.000"
 - Longitudine: 12° 39' 39.600"
# Zona: Monti Martani
# Magnitudo Richter: 4.0
# Profondita': 8.20 km
L'epicentro è vicinissimo a casa mia ,visto che i Monti Martani stanno di fronte a casa mia

mercoledì 18 agosto 2010

i migliori paesi del mondo

Il Newsweek ha pubblicato una classifica dei migliori paesi del mondo,prendendo in considerazione fattori quali la Sanità pubblica,l’Istruzione,la politica e l’Economia.Ecco le prime 20:

  1. FINLANDIA
  2. SVIZZERA
  3. SVEZIA
  4. AUSTRALIA
  5. LUSSEMBURGO
  6. NORVEGIA
  7. CANADA
  8. OLANDA
  9. GIAPPONE
  10. DANIMARCA
  11. USA
  12. GERMANIA
  13. NUOVA ZELANDA
  14. GRAN BRETAGNA
  15. COREA DEL SUD
  16. FRANCIA
  17. IRLANDA
  18. AUSTRIA
  19. BELGIO
  20. SINGAPORE

L’Italia in questa classifica si piazza al ventitreesimo posto,che non è male come piazzamento.

fonte:newsweek

venerdì 13 agosto 2010

il petrolio lucano

Il manifesto del WWF Basilicata e di Comunità Lucana-Movimento No Oil che fotografa la situazione ufficiale di estrazioni e ricerche petrolifere nella nostra regione serve a far il punto su una realtà, quella degli idrocarburi in Basilicata, sulla quale crediamo sia arrivato l’ora di fare chiarezza a cominciare proprio dalle dimensioni che essa assume nelle cifre e nelle percentuali di quanto già viene estratto e nella prospettiva che queste dimensioni aumentino ancora, trasformando   una terra che si sarebbe definita dei parchi a “ damigiana petrolifera” d’Italia.Se infatti le cifre ufficiali delle estrazioni dell’ultimo triennio indicano nel 73,10 % e nell’ 82,79 % il rispettivo contributo lucano alla produzione nazionale totale ed in terraferma di petrolio e nel 12,00% e nel 41,26 % quelle di gas naturale, ciò indica il grande contributo della regione al fabbisogno di un paese ancora troppo dipendente dagli idrocarburi per la sua produzione energetica.
Un contributo evidentemente tanto determinante da non doversi frapporre ostacoli alle opere di coltivazione: tale fu la clausola di “interesse nazionale” posta negli accordi del ‘98 su petrolio e gas della Val d’Agri - dalla quale proviene la quasi totalità dell’estratto in regione - clausola che di fatto fissa un limite insuperabile che sintetizziamo in un “in questa valle si estrae e non si discute”.Un limite che spiega sia la storia di un parco nazionale proposto nel ‘91 con una perimetrazione ed istituito nel 2008 con ben altra perimetrazione, basata più sulla posizione dei pozzi e delle infrastrutture di trattamento del greggio che sulle esigenze di continuità biologica ed interazione delle attività umane al territorio del parco, e immediatamente commissariato, sia “stranezze” come pozzi autorizzati   a pochi metri da un ospedale o su una diga o proprio sotto il santuario regionale della Madonna di Viggiano, il cui viso e le mani color nero del petrolio forse ne sono stati presagio.Potremmo continuare con i monitoraggi che tra Arpab, Agribios e la stessa Eni non forniscono mai la omogeneità di dati che pur ci si dovrebbe aspettare da centraline poste le une vicine alle altre e con un osservatorio ambientale che partendo dopo 12 anni dagli accordi del ‘98 che pur lo prevedevano, non potrà che registrare un “punto zero” che non sarà più reale, essendosi nel frattempo trasformato in un punto d’altro valore numerico che ci toccherà assumere come dato di partenza. O potremmo continuare con la gran maggioranza dei pozzi posti in solo comune, quello di Viggiano, che certo non contiene l’intero giacimento, ma che in un certo senso “chiude” la questione di un controllo politico su attività di estrazione che a ben altri controlli andrebbero sottoposte, a cominciare da quelli sui singoli pozzi e su cosa accade durante le perforazioni ed estrazioni. Ma se a quanto accade in Val d’Agri dovesse aggiungersi la prospettiva di una regione dove sono 17 le istanze di ricerca di idrocarburi, 10 i permessi di ricerca, 22 le concessioni di estrazione (e di cui alcune oggetto delle estrazioni degli anni ’50-’60 ancora attive nella prospettiva di migliori tecniche di estrazione che ne permettano il ripristino produttivo), 2 le istanze di stoccaggio di gas nel sottosuolo, la fotografia di una terra ridotta ad un campo petrolifero sarebbe ben delineabile in una finalizzazione coatta del territorio ad estrazioni che stravolgerebbe ogni indirizzo programmatico che la Regione Basilicata individuava nell’agricoltura di qualità, nel turismo, nella conservazione della biodiversità, come elementi propulsivi di sviluppo legato ad una ricca naturalità quasi ovunque scomparsa.Ciò non accade in un deserto, ma in una regione d’Italia, e pone una questione che non è “interesse nazionale” visto come amalgama di interessi privati, il profitto delle compagnie, e pubblici, quelli dello stato alla continuità delle forniture, questione che spesso confondiamo con una mera rivendicazione di maggiori royalties (e pur qualche problema al riguardo si pone), ma che è questione etica, di salute pubblica, di conservazione di uno strategico patrimonio naturale, di economia vocazionale dei territori; se infatti , come tutto sembra far presagire, gli iter procedurali di quelle istanze e di quei permessi di ricerca verranno accelerati in virtù di leggi che riportano in quota statale ciò che la riforma del Titolo V della Costituzione aveva concesso alla potestà regionale, di fatto tutto ciò potrebbe significare l’attivazione di ricerche ed estrazioni nel 60% del territorio regionale.In questa prospettiva non ci sarà spazio in questa regione per nulla che non odori di petrolio, di gas e di zolfo ed a chi voglia già odorare quel futuro non resta che recarsi presso il cento olii di Viggiano a saggiarne consistenza ed aroma. Tutto questo non è possibile e non va permesso. Crediamo così che la nostra richiesta di immediato blocco e revoca di tutte le istanze e dei permessi di ricerca e di più severi e stringenti controlli sulle attività di estrazione e trattamento di idrocarburi sia a questo punto doverosa e debba divenire un patrimonio di rivendicazione comune a tutti i lucani.

fonte:wwf

mercoledì 11 agosto 2010

la bp non fallirà mai

Politica e finanza non vogliono un default della compagnia petrolifera. Ma i nuovi soldi potrebbero arrivare da ospiti sgraditi

"Too big to fail". Echeggiando il famoso motto obamiano che portò al salvataggio con soldi pubblici degli istituti finanziari al collasso, ci si chiede ora se Bp, responsabile del disastro ecologico nel Golfo del Messico, non sia per caso troppo grande per fallire.
Nel sito d'informazione finanziaria "Zero Hedge" è comparso per esempio un commento secondo cui il default di Bp sarebbe più sciagurato di quello di Lehman Brothers. In tal caso, "l'azzeramento dei prodotti derivati di lungo termine su petrolio, prodotti raffinati e gas naturale potrebbe essere catastrofico. Si rifletterebbe sul sistema bancario. Quanto sono esposte la divisone J. Aron di Goldman, Morgan Stanley e Jpm? Probabilmente parecchio".
Anche le compagnie che in qualche modo da Bp dipendono attraverso i meccanismi del credito e delle forniture ne sarebbero colpite: piccole società energetiche, compagnie aeree, armatori, autolinee, ferrovie.
L'impatto sarebbe così ampio da consigliare il salvataggio politico di Bp.
Ed eccola, la politica: anche se ha imposto alla corporation di Londra un fondo di garanziache le costerà 5 miliardi di dollari l'anno e che servirà a rimborsare sul medio-lungo periodo individui e imprese che hanno subito danni dalla fuoriuscita di petrolio, il presidente UsaObama concorda con il Primo ministro britannico Cameron sulla necessità di ripulire il Golfo e sanare i danni senza mettere Bp con le spalle al muro.
Da parte sua, per raccogliere i 32 miliardi di dollari necessari a coprire i costi parziali della fuoriuscita di Macondo e sanare 17 miliardi di perdite finanziarie, la compagnia britannica sta in questi giorni muovendosi in più direzioni.
Il primo passaggio obbligato è la cessione di azioni. Il maggiore acquirente di quote è finora la petrolifera statunitense Apache, a cui Bp ha già venduto partecipazioni nelle attività estrattive in Texas, Canada ed Egitto per 7 miliardi di dollari. In vista ci sono ulteriori cessioni in Vietnam e Pakistan.
Fin qui tutto bene, anche politicamente.
Tuttavia in questi giorni il dimissionario amministratore delegato Tony Hayward sta sondando diversi governi stranieri alla ricerca di un fondo sovrano che decida di investire nella compagnia. E allora il quadro si complica.
Tra i papabili nuovi investitori c'è l'Azerbaigian, Paese nel quale Bp ha già investito miliardi tra giacimenti di gas, petrolio, trasporti e infrastrutture. Lo State Oil Fund of Azerbaijan (Sofaz) dovrebbe diventare suo azionista.
C'è poi l'Egitto, dove una joint-venture tra la compagnia londinese, la tedesca Dew e il governo locale dovrebbe sviluppare alcuni giacimenti off-shore. La Egyptian Natural Gas Holding Company - che nell'accordo hai il 50 per cento delle quote - potrebbe a questo punto ampliare le proprie partecipazioni.
Anche la Kuwait investment Authority (Kia) ha quote di Bp, anzi, nel 1987 aveva tentato la scalata alla compagnia in vista di una sua privatizzazione. Fu lo stesso governo britannico ad opporsi.
Il problema vero arriva con il quarto possibile partner, cioè la Libia.
Bp è accusata da ambienti del congresso Usa di aver fatto pressioni sul governo scozzeseper il rilascio di Abdelbaset Ali al-Megrahi - riconosciuto colpevole dell'attentato di Lockerbie (1988) in cui morirono 270 persone - ed effettivamente liberato un anno fa.
L'attività di lobbying sarebbe collegata a un accordo siglato nel 2007 tra la compagnia energetica e il governo libico per lo sfruttamento di giacimenti nel Golfo della Sirte. Il congresso Usa preme per un'inchiesta parlamentare.
L'eventuale ingresso della Libia nel capitale azionario non piacerebbe né a Washington né a Londra.Articolo di Gabriele Battaglia da peacereporter

venerdì 6 agosto 2010

cinema di fantascienza

fantafilmpedia ha pubblicato altri 10 film,ecco i titolo

DUNE
L'ESERCITO DELLE DODICI SCIMMIE
SOLARIS
JURASSIC PARK
GUERRE STELLARI-L'IMPERO COLPISCE ANCORA
DISTRICT 9
MATRIX
L'UOMO CHE CADDE SULLA TERRA
MOON
2002:LA SECONDA ODISSEA

guardateli,vedeti i nostri consigli e…buona visione a tutti!

sondaggio su internet e social network

Il nuovo sondaggio verterà proprio su internet e le preferenze degli utenti riguardo social network e altro da fare sulla rete.
La domanda è :internet & socialnetwork.cosa preferisci?
Utilizzare il form a lato per votare e vi ricordo che si possono dare risposte multiple

mercoledì 4 agosto 2010

risultati del sondaggio

Il sondaggio che ho fatto ultimamente era basato sulla famosa frase"E' meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature"di Sandro Pertini (1896 1990),si è concluso ed ha avuto il seguente risultato:
VOTANTI 24
PEGGIOR DEMOCRAZIA 19 pari al 79%
MIGLIOR DITTATURA 5 pari al 20%.
Ricordo anche il risultato dell'altro sondaggio sul nucleare che avevo fatto tempo fà:
Su 31 persone che anno votato:
6 voti hanno deciso per il ritorno al nucleare, pari al 19 %;
25 hanno votato no al nucleare e quindi sarebbero pari al 80 %.
Consegno questi risultati la web...

lunedì 2 agosto 2010

unesco:patrimoni dell’umanità in italia

  1. Incisioni rupestri della Valcamonica (1979)
  2. Chiesa e convento domenicano di Santa Maria delle Grazie con L'ultima cena di Leonardo da Vinci, Milano (1980)
  3. Centro storico di Roma, le proprietà extraterritoriali della Santa Sede nella città e la Basilica di San Paolo fuori le mura (1980 -1990)
  4. Centro storico di Firenze (1982)
  5. Venezia e la sua Laguna (1987)
  6. Piazza del Duomo di Pisa (1987)
  7. Centro storico di San Gimignano (1990)
  8. Sassi di Matera (1993)
  9. Città di Vicenza e le Ville palladiane del Veneto (1994 - 1996)
  10. Centro storico di Siena (1995)
  11. Centro storico di Napoli (1995)
  12. Crespi d'Adda (1995)
  13. Ferrara città del Rinascimento e delta del Po con le delizie estensi (1995 - 1999)
  14. Castel del Monte (1996)
  15. Trulli di Alberobello (1996)
  16. Monumenti paleocristiani di Ravenna (1996)
  17. Centro storico della città di Pienza (1996)
  18. Palazzo Reale del XVIII secolo di Caserta, con il Parco, l'Acquedotto Carolino e il complesso di San Leucio (1997)
  19. Residenze sabaude di Torino e dintorni (1997)
  20. Orto botanico di Padova (1997)
  21. Duomo, Torre Civica e Piazza Grande di Modena (1997)
  22. Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata (1997)
  23. Villa romana del Casale, presso Piazza Armerina (1997)
  24. Su Nuraxi di Barumini (1997)
  25. Portovenere, le Cinque Terre e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto (1997)
  26. Costiera amalfitana (1997)
  27. Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento (1997)
  28. Area archeologica e Basilica patriarcale di Aquileia (1997)
  29. Centro storico di Urbino (1998)
  30. Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con il sito archeologico di Paestum e Velia,Roscigno Vecchia e la Certosa di Padula (1998)
  31. Villa Adriana a Tivoli (1998)
  32. Città di Verona (2000)
  33. Isole Eolie (2000)
  34. Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti francescani (2000)
  35. Villa d'Este a Tivoli (2001)
  36. Città tardo barocche della Val di Noto (Sicilia sud-orientale) (2002)
  37. Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia (2003)
  38. Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia (2004)
  39. Val d'Orcia (Siena) (2004)
  40. Città di Siracusa e la necropoli di Pantalica (2005)
  41. Le Strade Nuove e i Palazzi dei Rolli di Genova (2006)
  42. Mantova e Sabbioneta (2008)
  43. Ferrovia retica nel paesaggio dell'Albula e del Bernina (2008)
  44. Dolomiti (2009)

non c’è niente da fare ,siamo la nazione al mondo con più patrimoni dell’umanità.fonte:wikipedia

domenica 1 agosto 2010

come fare un blog 1°capitolo

Dopo aver creato il blog kristianopedia mi è venuta la voglia di dare dei consigli per chi blogga la prima volta ed in rete ho trovato tanti bellissimi lavori:inizio una serie di post dedicato all’argomento”come si fa un blog”Il primo post è dedicato al “perché del blogging”.
 Potrebbe essere un blog la soluzione ideale per il proprio problema?
 Abbiamo le competenze necessarie per diventare un bravo blogger?
 Disciplina e routine di un blogger ci fanno sentire utili alla società?
Dopo aver letto ed aver risposto a se stessi, deciderete se realmente è il caso di aprire un blog, o se volete essere semplicemente, uno in più tra le migliaia di blogger che tutti i giorni iniziano un progetto che mai porteranno a termine!
1 – VI PIACE SCRIVERE?
L’atto di bloggare oggi, è direttamente relazionato alla scrittura. Se per caso non vi piace scrivere, la probabilità di avere successo con un blog è minore. Se vi considerate poco adatti alla scrittura, ma vi piace farlo, tenete presente che il blogging potrebbe essere la strada giusta per lo sviluppo delle vostre capacità. Nel tempo noterete l’evoluzione della vostra scrittura nella misura in cui bloggherete per piacere.
2 – QUAL’E’ IL VOSTRO OBIETTIVO?
Bloggare generalmente dipende sempre da un unico obiettivo. Realizzazione professionale, divertimento o monetizzazione, è importante stabilire l’obiettivo del vostro blog e dell’atto di bloggare. Tentate di percepire cosa vi porta ad aprire un blog. Nel caso non esista una valida ragione, forse, la cosa migliore sarebbe quella di non cominciare.
3 – SIETE PIU’ BRAVI A SCRIVERE O A PARLARE?
Oggi bloggare non è obbligatoriamente, soltanto, scrivere, nonostante il 90% dei blog siano scritti. Cosa toglie comunque la possibilità di creare un blog soltanto con video-post, se siete più bravi a comunicare senza l’uso della scrittura?
4 – SIETE MOTIVATI?
Nonostante, oggi, sia relativamente semplice creare ed inserire un blog online, è anche vero che i primi mesi di blogging si rivelano particolarmente duri e dipendenti quasi esclusivamente dalla vostra motivazione. Se non avete la motivazione sufficiente per riuscire, la probabilità di non farcela è effettivamente alta. Bloggare significa essere motivati, avere pazienza, determinazione ed umiltà.
5 – SIETE DISCIPLINATI?
Nonostante non esista una formula per il successo di chi blogga, è anche vero che quanto più disciplinati riuscirete ad essere, maggiori saranno le probabilità di avere successo. Discipline legate, per esempio, alla regolarità con cui postate nel vostro blog, alla cura che prestate nei più piccoli particolari del blog, la regolarità con cui rispondete ai commenti e molto altro. Quanto più disciplinati e lavoratori sarete, più rapidamente giungerete in vetta!
6 – AVETE TEMPO A DISPOSIZIONE?
Sono pochi quelli che oggi iniziano un blog come un impiego full-time. In genere un blogger è qualcuno che gestisce un blog in part-time, al quale dedica qualche ora del giorno, per i proprio piacere o per soldi.
E, naturalmente sono molti i webmaster e blogger di oggi, che creano progetti online per i quali non hanno disponibilità, temporale o psichica, ed in poco tempo chiudono le porte per aprirne un secondo, un terzo ed un quarto, che mai avranno successo. Se non avete tempo, non iniziate a bloggare!
7 – RIUSCITE A REGGERE LA CONCORRENZA?
Oggi bloggare significa concorrere con qualcuno. Sono pochi quelli che riescono ad essere innovativi in determinate nicchie di mercato, il che fa diventare normale e comune l’esistenza della concorrenza in seno alla blogosfera. Reggere la concorrenza non è sempre facile, in particolare quando questa è critica riguardo al vostro lavoro ed al sistema che usate per svilupparlo. Riuscirete a reggere positivamente queste possibilità? Come reagireste se un vostro concorrente scrivesse un articolo non positivo sul vostro blog?
8 – AVETE QUALCHE CONOSCENZA TECNICA SPECIFICA?
Se già siete in possesso di qualche conoscenza tecnica particolare usatela per il vostro blog. Se, al contrario non avete conoscenze specifiche, in nessuna area, non preoccupatevi. Studiate, tentate di comprendere in che modo lavora il mercato, leggete blog e siti di nicchie specifiche ed iniziate a fare esperienza. Molti dei grandi blogger di oggi, hanno iniziato senza conoscenze specifiche, e dopo qualche anno, sono diventati veri maestri nell’arte del bloggare.
9 – SIETE DIVERTENTI O SERI?
Una delle cose che più mi piace della blogosfera è il divertimento ed il piacere che molti autori provano e fanno provare. Essere divertenti non vuol dire non essere professionisti. Spesso i blogger particolarmente seri e rigidi, finiscono con il perdere la magia a tutto vantaggio dei propri concorrenti che sono più simpatici e divertenti. Se state usano un abbordaggio particolarmente aggressivo, ponderate bene la cosa ed analizzate freddamente il pubblico con cui state lavorando.
10 – SIETE UMILI?
Uno dei fattori più importanti di un blogger, mia opinione personale, è la sua umiltà. Sentirsi migliore di un concorrente semplicemente perché lo si osserva dall’altro verso il basso è, per quello che mi riguarda, una strategia errata. Se volete essere migliore di qualcuno, lavorate per questo e lasciate che sia il pubblico, la blogosfera in generale, a decidere se , di fatto, siete migliori o peggiori di qualcun altro. Non datevi titoli e, molto meno, non giudicate i vostri avversari.
11 – VI PIACE IMPARARE?
La blogosfera cresce ad un ritmo impressionante. La capacità di apprendimento dei propri autori è elevatissima e spesso e proporzionale al piacere che questi provano nell’apprendere. Leggere molti blog è soltanto una delle strategie dell’apprendistato. Se non amate imparare e scoprire, potreste incorrere nell’errore di diventare rapidamente obsoleti rispetto ai vostri concorrenti.
12 – SIETE ORGANIZZATI?
Bloggare ha tutto a che vedere con l’organizzazione. All’inizio è molto semplice organizzare gli impegni e rispondere alle richieste dei lettori, ma nella misura in cui il vostro blog va crescendo guadagnando un certo status, tutto diventa più complicato. Avrete la necessità di rispondere alle e-mails, ai followers di Twitter, ai commenti nel blog, alle reti sociali….per questo è importate essere dei soggetti organizzati mentalmente e praticamente.
13 – SIETE SOCIEVOLI?
Una delle cose facilmente percettibile ed in comune a tutti i blogger di successo, è la loro capacità di comunicare. Che accada in Twitter o nel proprio blog, questi professionisti hanno la capacità di attirare migliaia e migliaia di persone interessate a tutti i loro movimenti, massimizzando, in questo modo, il potenziale del proprio marchio e della propria immagine.
Se non siete socievoli per natura, è probabile che perdiate un po’ di terreno rispetto ai vostri concorrenti, quelli che fanno uso di quest’arma in particolare, Le reti sociali sono, oggi, una grande autostrada verso il successo, tenetelo bene in mente.
14 – SIETE CREATIVI?
Essere creativi non è ovviamente un requisito obbligatorio per chi vuole possedere un blog, intanto però, potrebbe aiutarvi a distaccarvi rapidamente dalla vostra concorrenza. Se siete creativi, con buone idee e sempre alla ricerca di sistemi per distaccarvi dagli altri, la cosa più probabile è, appunto, che ci riusciate!
15 – RIUSCIRETE A LAVORARE SODO A TEMPO INDETERMINATO?
E’ la domanda cruciale di questo post ed è la risposta, appunto, che definisce il successo o meno di un blogger. Se volete essere blogger di “prima”, mettetevi in mente che ciò esige il vostro impegno e che siate grandi lavoratori. Nel caso non ve ne foste accorti, sappiate che tutti i grandi blogger, dedicano molte ore di lavoro al giorno ai loro blog, e finiscono con il distaccarsi non soltanto per i contenuti ma anche per la dedizione e l’impegno che pongono giornalmente nel loro lavoro. Dedizione, lavoro, perseveranza, fanno, di fatto, la differenza!

fonte:http://technotizienews.it