In Cina il caso del premio Nobel per la pace 2010 Liu Xiaobo in carcere per 11 anni per "incitamento alla sovversione dei poteri dello stato", non è il solo.La persecuzione e la repressione degli attivisti per i diritti umani nel Celeste Impero è sempre più dura; ecco i nomi di altri attivisti impegnati in prima linea,per la difesa dei diritti civili nel paese orientale:Liu Xianbin, attivista della provincia del Sichuan e promotore, insieme a Liu Xiaobo, del manifesto Carta 08, è in carcere dal 28 giugno 2010 in attesa di processo. Già condannato nel 1992 e nel 1999 per reati di opinione, rischia un'ulteriore verdetto.Gao Zhisheng, avvocato della provincia dello Shaanxi, risulta scomparso dal 4 febbraio 2009. Avvocato di primo piano, è stato preso di mira nel 2005 per aver preso le difese degli aderenti al movimento Falun Gong e nel 2007 per essersi schierato contro lo svolgimento delle Olimpiadi Pechino nel 2008.Tan Zuoren, ambientalista della provincia del Sichuan, sta scontando una condanna a cinque anni di carcere per aver denunciato la corruzione e le violazioni delle norme di sicurezza nella costruzione delle scuole che si sbriciolarono durante il terremoto del 2008, che causò la morte di innumerevoli bambini.Hairat Niyaz, giornalista della regione autonoma dello Xinjiang, è stato condannato nel luglio 2010 a 15 anni di carcere per "aver messo in pericolo la sicurezza dello stato". Secondo il mandato d'arresto, eseguito nell'ottobre 2009, aveva "concesso troppe interviste" sulle violazioni dei diritti umani ai danni della minoranza uigura.Dhondup Wangchen, autore cinematografico della provincia del Qinghai, sta scontando una condanna a sei anni a carcere per "incitamento al separatismo". Nel 2008, telecamera in spalla, aveva intervistato un centinaio di tibetani sulla situazione dei diritti umani nel Tibet. Ne era derivato un documentario, "Lasciando la paura alle spalle", censurato dalle autorità di Pechino.
fonte:amnesty international
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martedì 19 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
liu xiaobo e la charta 08
Questo blog,così vicino e sensibile ai diritti civili e alla pace è contento del Nobel della pace dato ad un cinese:infatti lo scrittore cristiano Liu Xiaobo è il primo cinese a ricevere il Nobel per la pace.Dall'8 dicembre 2008 Liu Xiao Bo è stato privato della libertà a causa della sua adesione al movimento «Charta 08».
Detenuto in una prigione sconosciuta secondo alcune fonti mentre altre dicono che è nota, è stato arrestato il 23 giugno 2009 sulla base dell'accusa di “incitamento alla sovversione del potere dello stato”. Dopo un anno di galera, il 23 dicembre 2009 si è svolto il processo; il 25 è stato condannato incredibilmente a 11(undici) anni di prigione e a due anni di interdizione dai pubblici uffici. La sentenza è stata confermata in appello l'11 febbraio 2010. Il premio dato allo scrittore ha scatenato una vera e propria guerra diplomatica.il governo di Pechino si è alterato così tanto da convocare addirittura l'ambasciatore norvegese.
Liu Xiaobo ha sottoscritto «Charta 08» ecco i punti fondamentali del documento ritenuto dissidente dal governo cinese:
Detenuto in una prigione sconosciuta secondo alcune fonti mentre altre dicono che è nota, è stato arrestato il 23 giugno 2009 sulla base dell'accusa di “incitamento alla sovversione del potere dello stato”. Dopo un anno di galera, il 23 dicembre 2009 si è svolto il processo; il 25 è stato condannato incredibilmente a 11(undici) anni di prigione e a due anni di interdizione dai pubblici uffici. La sentenza è stata confermata in appello l'11 febbraio 2010. Il premio dato allo scrittore ha scatenato una vera e propria guerra diplomatica.il governo di Pechino si è alterato così tanto da convocare addirittura l'ambasciatore norvegese.
Liu Xiaobo ha sottoscritto «Charta 08» ecco i punti fondamentali del documento ritenuto dissidente dal governo cinese:
- Modifiche in senso democratico alla Costituzione della Repubblica popolare cinese;
- Separazione dei poteri;
- Democraticizzazione del potere legislativo;
- Indipendenza del potere giudiziario;
- Possibilità per i cittadini di controllare l'operato degli amministratori;
- Rispetto dei diritti umani;
- Elezione (dal basso) e non più nomina (dall'alto) dei funzionari pubblici;
- Equilibrio tra ambiente urbano ed ambiente rurale;
- Libertà di associazione;
- Liberta di riunione;
- Libertà di espressione;
- Libertà di religione;
- Educazione civica;
- Tutela della proprietà privata;
- Riforma del sistema fiscale e tributario;
- Sicurezza sociale;
- Protezione dell'ambiente;
- Passaggio alla repubblica federale;
- Istituzione di una Commissione della verità e della riconciliazione.
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domenica 21 febbraio 2010
Ernesto Teodoro Moneta Nobel per la pace 1907
l'Italia,patria di tantissime missioni umanitarie-pacifiche(sigh)un solo nobel alla pace...
« Forse non è lontano il giorno in cui tutti i popoli, dimenticando gli antichi
« Forse non è lontano il giorno in cui tutti i popoli, dimenticando gli antichi
rancori, si riuniranno sotto la bandiera della fraternità universale e, cessando ogni
disputa, coltiveranno tra loro relazioni assolutamente pacifiche, quali il commercio e le
attività industriali, stringendo solidi legami. Noi aspettiamo quel giorno. »
Ernesto Teodoro Moneta
Nobel per la pace 1907
L'unico italiano ad aver ricevuto - nel 1907 - il premio Nobel per la Pace è Ernesto
Teodoro Moneta (Milano, 20 settembre 1833 – Milano, 10 febbraio 1918) giornalista e patriota italiano.
Nato da aristocratici genitori milanesi, egli passò la sua fanciullezza in due ville di campagna, e fin dall'adolescenza fu influenzato dall'esperienza della lotta per
l'indipendenza contro l'Austria. Un documento ritrovato dall'Archivio Storico dell'Ateneo, attesta la presenza all'Università di Pavia di Ernesto Teodoro Moneta, studente di discipline politico-legali nell'anno accademico 1852 - 1853. Egli decise però presto di abbandonare gli studi, per partecipare
alle lotte risorgimentali. Successivamente Moneta ebbe parte negli eventi bellici del Risorgimento: dal 1848 al 1866 si impegnò nella realizzazione dell'indipendenza e unificazione dell'Italia, partecipando
alle cinque giornate di Milano. Dopo gli studi alla Scuola Militare di Ivrea, si unì a Garibaldi nel 1859 e 1860, per passare poi col grado di sottotenente, nell'esercito italiano sotto il Generale Sirtori di cui divenne aiutante di campo. Combatté con valore a Custoza. Disilluso dalla campagna del 1866, interruppe la promettente carriera militare per ritornare alla vita civile.Nel 1867 due suoi amici rilevarono il giornale Il Secolo, fondato nel 1866 da Edoardo Sonzogno, ed egli accettò la carica di direttore, che ricoprì fino al 1895. Moneta
trasformò Il Secolo in un potente strumento di formazione dell'opinione pubblica, senza compromettere il suo bilancio editoriale. Benché fosse rispettoso della religione e cattolico praticante, il suo giornale assunse spesso posizioni politiche anticlericali: convinzione di Moneta era che il potere del Vaticano costituisse un impedimento all'unificazione italiana e al progresso sociale.
Durante gli ultimi anni del XIX secolo Moneta si dedicò alla raccolta di materiale per la sua opera Le guerre, le insurrezioni e la pace nel secolo XIX, che pubblicò in quattro volumi nel 1903, 1904, 1906, e 1910. Il primo volume contiene una puntuale descrizione dello sviluppo del movimento internazionale per la pace durante il corso del secolo.
Durante la sua carriera di editore de Il Secolo, Moneta fu uno dei più accaniti nazionalisti in Italia. Nonostante ciò, la portata delle attività nelle quali Moneta fu coinvolto per la propagazione della pace mondiale, è impressionante.Ma il suo lavoro più importante fu quello di avvicinare la Francia all'Italia.A quei tempi l'amicizia delle due nazioni non era scontata Già fin dai primi sentori di sentimenti antifrancesi in Italia, al principio del penultimo decennio del XIX secolo, Moneta combattè fieramente dalle colonne del suo giornale. E nel 1888 egli promosse un convegno a Milano invitando deputati francesi e italiani: si rivelò come possente mezzo per avvicinare le due nazioni.Ogniqualvolta l'antagonismo tra i francesi e gli italiani andava scemando Moneta istruiva i suoi lettori in termini entusiastici di progresso; considerando un fatto compiuto l'accordo franco-italiano del 1903, Moneta ricevette, non solo dai propri compatrioti, ma anche dai francesi, dimostrazioni di piena riconoscenza per il gran lavoro che aveva
fatto.Allo stesso tempo, Moneta ha attivamente lavorato per stabilire un buon accordo con l'Austria e ha combattuto le agitazioni degli irredentisti italiani contro questo Paese.Nel 1890 cominciò a pubblicare un almanacco annuale chiamato L'Amico della pace. In seguito abbandonò la carica di editore de Il Secolo, anche se continuò a contribuire alle sue colonne di tanto in tanto e a ripubblicare molti dei suoi articoli in manifestini e periodici.Nel 1898 fondò la rivista La Vita Internazionale, che ebbe un discreto successo, tanto da garantirne la pubblicazione su basi regolari per molti anni.Nel 1895 Moneta divenne il rappresentante italiano nella Commissione del International Peace Bureau.
Nel 1887 partecipò alla fondazione dell'Unione Lombarda per la Pace e l'arbitrato internazionale e di molte altre organizzazioni tra cui la Società per la pace e la Giustizia Internazionale.
Nel 1906 programmò e costruì un Padiglione per la Pace alla Esposizione Internazionale di Milano, durante la quale condusse come Presidente il 15° Congresso Internazionale sulla Pace.Nel 1907 Ernesto Teodoro Moneta ricevette il Premio Nobel per la Pace insieme al giurista francese Louis Renault.Dal 1900 fino alla sua morte Moneta soffrì di glaucoma, e subì numerosi interventi agli occhi che a malapena gli evitarono la totale cecità. Moneta soccombette alla polmonite nel 1918, all'età di 85 anni. È sepolto a Missaglia (Lc), nella tomba di famiglia dei Moneta.
fonti: villanobel,wikipedia
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venerdì 9 ottobre 2009
premio nobel della pace 2009
MILANO - E' Barack Obama il premio Nobel per la pace 2009. La commissione di Oslo ha deciso di assegnare il riconoscimento al presidente degli Stati Uniti, insediatosi alla Casa Bianca da meno di un anno. La motivazione è legata agli sforzi per il dialogo mostrati dal presidente nel corso dei primi mesi del suo mandato: «per il suo straordinario impegno per rafforzare la diplomazia internazionale e la collaborazione tra i popoli». Hanno pesato a favore della scelta gli appelli di Obama per la riduzione degli arsenali nucleari e il suo impegno per la pace globale. Primo afro-americano a rivestire la carica più alta del paese, Obama ha chiesto il disarmo nucleare e sta lavorando dall'inizio del suo mandato per riavviare le trattative di pace in Medio Oriente. Il riconoscimento di 10 milioni di corone svedesi (1,4 milioni di dollari) sarà consegnato a Oslo il 10 dicembre.
DECISIONE ALL'UNANIMITA' - La decisione è stata presa all'unanimità, ha detto il presidente della commissione norvegese per il Nobel, Thorbjoern Jagland. La commissione ha riconosciuto gli sforzi del presidente statunitense per ridurre gli arsenali nucleari e lavorare per la pace nel mondo. «Obama ha fatto molte cose» ha detto Jagland durante la conferenza stampa a Oslo, «ma è stato riconosciuto soprattutto il valore delle sue dichiarazioni e degli impegni che ha assunto nei confronti della riduzione degli armamenti, della ripresa del negoziati in Medio Oriente e la volontà degli Stati Uniti di lavorare con gli organismi internazionali». Non deve invece avere pesato il fatto che Obama ha rifiutato nei giorni scorsi di incontrare un altro past-laureate per la pace, il Dalai Lama (che lo vinse nel 1989), leader del governo tibetano in esilio, per evitare di compromettere i rapporti con la Cina in vista della prossima visita ufficiale che il capo della Casa Bianca effettuerà a Pechino.
I PRECEDENTI - Obama non è il primo inquilino (o ex inquilino) della Casa Bianca a ricevere il riconoscimento. Nel 1906 toccò infatti a Theodor Roosvelt (e l'anno successivo sarebbe stato assegnato al primo e unico italiano a conquistare questo tipo di riconoscimento, il giornalista e scrittore pacifista brianzolo Erensto Teodoro Moneta) e nel 2002 a Jimmy Carter. Nel 2007 venne invece assegnato ad Al Gore, vicepresidente ai tempi di Clinton.
I CASI ANOMALI - Attorno alle nomination per il Nobel per la pace, l'unico tra i premi in memoria dello scienziato svedese che viene assegnato a Oslo e non a Stoccolma, si scatenano spesso dubbi e polemiche. Basti pensare che in passato tra i candidati a riceverlo ci fu anche Stalin (ufficialmente per l'impegno nel far finire la seconda guerra mondiale), che però non lo vinse mai. E tra coloro che non lo ottennero mai ci fu il mahatma Gandhi.
fonte: corriere della sera
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sabato 1 agosto 2009
Amnesty International
Amnesty International è un'Organizzazione non governativa indipendente, una comunità globale di difensori dei diritti umani che si riconosce nei principi della solidarietà internazionale. L'associazione è stata fondata nel 1961 dall'avvocato inglese Peter Benenson, che lanciò una campagna per l'amnistia dei prigionieri di coscienza.Lo scopo di Amnesty International è quello di promuovere, in maniera indipendente e
imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifici abusi.Conta attualmente due milioni e duecentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty conta oltre 80.000 soci.
La storia di Amnesty International
1961 - Il 28 maggio l'avvocato inglese Peter Benenson lancia dalle colonne del quotidiano
di Londra The Observer un "Appello per l'amnistia": il suo articolo, intitolato "I prigionieri dimenticati", racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà.
1963 - Viene istituito a Londra il Segretariato Internazionale di Amnesty International.
1964 - Le Nazioni Unite conferiscono ad Amnesty lo status consultivo. In tre anni ha
adottato 1367 prigionieri, 329 dei quali successivamente rilasciati.
1975 - Nasce ufficialmente la Sezione Italiana di Amnesty International.
1977 - Amnesty riceve il Premio Nobel per la pace, per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo".
1985 - Amnesty decide di estendere il suo mandato anche ai rifugiati politici.
1991 - Amnesty adotta un nuovo mandato, impegnandosi a promuovere tutti i diritti sanciti
dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, a combattere gli abusi commessi dai
gruppi armati di opposizione e a includere tra i prigionieri di coscienza le persone
imprigionate a causa del proprio orientamento sessuale.
1999 - Amnesty decide di sviluppare il proprio lavoro sull'impatto delle relazioni
economiche sui diritti umani e di intensificare le sue attività in favore dei difensori
dei diritti umani e contro l'impunità.
2001 - Svolta nella storia di Amnesty: il movimento agirà ora per "prevenire e porre fine
a gravi abusi dei diritti all'integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di
espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell'ambito della propria opera di
promozione di tutti i diritti umani".
fonti:Amnesty international,Wikipedia.
imparziale, il rispetto dei diritti umani sanciti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e quello di prevenirne specifici abusi.Conta attualmente due milioni e duecentomila soci, sostenitori e donatori in più di 150 paesi. La Sezione Italiana di Amnesty conta oltre 80.000 soci.
La storia di Amnesty International
1961 - Il 28 maggio l'avvocato inglese Peter Benenson lancia dalle colonne del quotidiano
di Londra The Observer un "Appello per l'amnistia": il suo articolo, intitolato "I prigionieri dimenticati", racconta la vicenda di due studenti portoghesi arrestati per aver brindato alla libertà.
1963 - Viene istituito a Londra il Segretariato Internazionale di Amnesty International.
1964 - Le Nazioni Unite conferiscono ad Amnesty lo status consultivo. In tre anni ha
adottato 1367 prigionieri, 329 dei quali successivamente rilasciati.
1975 - Nasce ufficialmente la Sezione Italiana di Amnesty International.
1977 - Amnesty riceve il Premio Nobel per la pace, per aver "contribuito a rafforzare la libertà, la giustizia e conseguentemente anche la pace nel mondo".
1985 - Amnesty decide di estendere il suo mandato anche ai rifugiati politici.
1991 - Amnesty adotta un nuovo mandato, impegnandosi a promuovere tutti i diritti sanciti
dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, a combattere gli abusi commessi dai
gruppi armati di opposizione e a includere tra i prigionieri di coscienza le persone
imprigionate a causa del proprio orientamento sessuale.
1999 - Amnesty decide di sviluppare il proprio lavoro sull'impatto delle relazioni
economiche sui diritti umani e di intensificare le sue attività in favore dei difensori
dei diritti umani e contro l'impunità.
2001 - Svolta nella storia di Amnesty: il movimento agirà ora per "prevenire e porre fine
a gravi abusi dei diritti all'integrità fisica e mentale, alla libertà di coscienza e di
espressione e alla libertà dalla discriminazione, nell'ambito della propria opera di
promozione di tutti i diritti umani".
fonti:Amnesty international,Wikipedia.
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