lunedì 18 ottobre 2010

ultra serbi

Mi ricordavo,vagamente,che la guerra civile in jugoslavia,quell’incredibile guerra che portò una grande nazione a dividersi in piccolissime nazioni inizio proprio con una partita di calcio:bè quest’episodio l’ho trovato su wikipedia:ecco i fatti.Gli incidenti della partita tra Dinamo Zagabria e Stella Rossa di Belgrado sono un celebre episodio di guerriglia calcistica avvenuto il 13 maggio 1990 allo stadio Maksimir di Zagabria tra gli ultras della Dinamo (BBB - Bad Bleu Boys) e quelli della Stella Rossa (Delije).I due club per anni erano stati ai vertici del campionato jugoslavo e molto spesso si contendevano il titolo. L'atteso incontro tuttavia non venne neanche giocato a causa dei disordini in atto sugli spalti. Gli scontri ebbero luogo in un momento cruciale per l'ex Jugoslavia. Il 6 maggio 1990 si era infatti tenuto il secondo turno di elezioni in Croazia, con la vittoria dell'Unione Democratica Croata (HDZ) di Tuđman. Con questo esito la Slovenia e la Croazia, guidate da gruppi politici nuovi, volevano cambiare la Jugoslavia in una confederazione. Tale progetto aveva i suoi oppositori più accesi in Serbia e in particolare nel cosiddetto partito socialista di Milošević. I tumulti di Zagabria provocarono 60 feriti.Le due squadre (e le rispettive tifoserie) nutrivano una reciproca rivalità da sempre, ma ad essa si aggiunsero delle tensioni nazionali extracalcistiche. Prima della partita giunsero a Zagabria circa 3.000 Delije che all'epoca erano guidati da Arkan (oggi noto come criminale di guerra alla guida di gruppi paramilitari durante il conflitto jugoslavo) che si disse entusiasta di essere presente alla gara (comunque non confermato). Allo stadio erano presenti complessivamente 15.000 - 20.000 spettatori. Parecchie ore prima della partita si registrarono numerosi scontri tra le due tifoserie.I disordini avvenuti il 13 maggio '90 furono in un certo senso il preludio alla guerra croata di indipendenza nonché uno degli episodi più emblematici della fine dell'ex Jugoslavia.

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