martedì 2 febbraio 2010

iran 5

Ecco cosa sta succedendo in iran secondo Amnesty international:
L'annuncio della vittoria del presidenteMahmoud Ahmadinejad nelle elezioni presidenziali del 12 giugno 2009 ha provocato diffuse proteste in tutto l'Iran. La violenta repressione che ne è seguita non ha avuto precedenti nella trentennale storia della Repubblica islamica.
Secondo i dati ufficiali, durante le proteste  oltre 40 persone hanno perso la vita,compresi almeno otto membri delle milizie Basiji. L'opposizione ha parlato di oltre 70 persone uccise, anche se stima un numero superiore. Le autorità hanno arrestato almeno 5000 persone; molte hanno subito torture e maltrattamenti in diversi centri di detenzione nel paese (a Teheran, Shiraz, Mashhad, Esfahan e Babol). Molto probabilmente,circa 200 persone restano ancora in carcere.
 Le autorità iraniane hanno creato organismi per indagare sulla crisi post elettorale e sul trattamento dei detenuti: un comitato parlamentare e una commissione giudiziaria. Non è noto quale mandato e quanto potere siano stati conferiti ai due organismi e le conclusioni del comitato parlamentare non sono state rese pubbliche.
Il 22 ottobre, due giorni dopo l'emanazione delle sentenze al termine di "processi spettacolo" a oltre un centinaio di persone accusate di aver organizzato le proteste, circa 70 persone sono state arrestate mentre prendevano parte a un incontro di preghiera a sostegno degli attivisti in carcere.
Nella seconda metà di novembre e nella prima settimana di dicembre, oltre 90 studenti sono stati arrestati e ad altri è stato impedito di proseguire gli studi per evitare la ripresa delle manifestazioni.
La morsa repressiva si è acuita a dicembre con l'arresto di diverse persone in occasione della Giornata nazionale dello studente ( 7 dicembre). Il 20 dicembre sono state arrestatealmeno cinque persone, compresi difensori per i diritti umani, che si stavano recando al funerale dell'Ayatollah Hosseinali Montazeri, il religioso che aveva criticato la violenta risposta del governo alle manifestazioni post elettorali.
Le commemorazioni religiose dell'Ashura del 27 dicembre 2009 si sono trasformate in un bagno di sangue con la morte di 15 persone e diverse centinaia di arresti.  Secondo il sito d'opposizione Jaras vi sarebbero stati 1300 arresti: 600 a Esfahan, 200 a Najafabad 500 a Teheran (dato reso noto dalle autorità).
A gennaio, le autorità hanno tentato di isolare i cittadini iraniani dal resto del mondo, bandendo 60 istituzioni straniere, compresi mezzi di informazione e organizzazioni per i diritti umani.  Sono proseguiti gli arresti nei confronti di 33 donne, appartenenti al  gruppo delle Madri in lutto, alcuni giornalisti e un'esponente dell'Ong Madri per la pace.
Il 28 gennaio, Mohammad Reza Ali-Zamani e Arash Rahmanipour arrestati durante le proteste post elettorali sono stati impiccati. Sono stati giudicati colpevoli, al termine di un processo iniquo, di "comportamento ostile a Dio", "propaganda contro il sistema", "insulto a figure sacre" e "collusione con l'intento di minacciare la sicurezza nazionale".

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