domenica 3 gennaio 2010

iran


Ecco quello che sta succedendo in Iran...Io dal mio piccolo condanno fermamente la repressione brutale che sta succedendo in questo paese.
Mentre i sostenitori del leader dell’opposizione Mir Hossei Mousavi preparano nuove manifestazioni, secondo il sito riformatore Jaras delle truppe e dei mezzi blindati stanno convergendo verso la capitale iraniana. La stesa notizia circola tra molti utenti di Twitter.Moussavi e i suoi sostenitori hanno intanto ricevuto un avvertimento da parte del procuratore generale del paese: se non condaneranno le manifestazioni delle settimane scorse (in cui sono morte almeno dieci persone) saranno ritenuti perseguibili dalla giustizia.In tutta risposta, sempre attraverso twitter, Moussavi ha lanciato un appello: “In caso di arresto di uno dei leader del movimento verde, scendete in piazza. E ditelo a tutti”.È un momento cruciale per l’Iran, il governo ha perso il controllo”, afferma Ali Ansari sull’Independent.“Le ultime proteste che stanno sconvolgendo il paese dopo la morte dell’ayatollah Montazeri avranno il merito di far finalmente capire che non si tratta di una rivolta delle classe media iraniana, e che le ragioni della protesta sono molto più profonde della contesazione del risultato elettorale”, continua Ansari.“È stato lo stesso Khamenei a trasformare la protesta in qualcosa di più profondo con il suo primo discorso dopo le elezioni. Il conflitto si è spostato così dalla contestazione dei risultati elettorali alla contestazione della sua autorità e del suo regime. Una questione politica è stata trasformata in una frattura molto più seria all’interno della società e per la prima volta questa settimana, il governo sembra aver perso il controllo della situazione”.È stata la brutalità con cui il governo ha reagito alla prima ondata di proteste che ha scosso qualcosa nella coscienza degli iraniani. “Questa mobilitazione generale non è disorganizzata, non ci sono leader, ma ci sono idee molto forti. E questa popolazione alfabetizzata al 90 per cento, con 25 milioni di utilizzatori di internet e 50 milioni di telefoni cellulari è difficile da governare e reprimere alla vecchia maniera”, conclude Ali Ansari.
fonte:l'internazionale

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