sabato 30 luglio 2011

la spada spezzata

Nel 1954 fu dato alle stampe quel che è noto come il massimo capolavoro del fantasy moderno:Il Signore degli Anelli di Tolkien.Nello stesso anno un altro autore,un certo Poul Anderson ,ingegnere e scrittore di fantascienza di origine danese, riuscì a pubblicare una piccola chicca del genere fantastico: The Broken Sword (La Spada Spezzata).
Il libro, in realtà, non è una saga composta da 3 o più romanzi. E’ una storia con un principio e una fine racchiusi  e concentrati  in poco più di 270 pagine, in cui si snodano eventi epici che attingono a piene mani nella mitologia cosiddetta norrena.In questo libro, il mondo di Faerie rivive dunque in un modo davvero realistico. Non a caso, Anderson ebbe l’idea (davvero originale) di ambientare la storia non in in un mondo fantastico, bensì tra i vichinghi vissuti tra il 600 e l’800 d.C. e dunque in pieno periodo cristiano. E di fatti, il romanzo evidenzia in un modo davvero interessante il rapporto tra il cristianesimo e le credenze pagane, sottolineando persino la timorosa paura degli esseri magici di Faerie per il Cristo Bianco, considerato in questi termini un essere inarrivabile con più poteri persino degli stessi dèi pagani.La vicenda di Skafloc, il bimbo scambiato dagli elfi, e di Valgard, figlio d'un elfo e di una schiava troll, suo sostituto presso un grande guerriero norvegese, conquistatore delle terre britanniche,si snoda sul fondo della mitologia scandinava. Gli déi Asi e i Vani, i goblin, Asgard, la sede Immortale, Alfheim, sono tutte elementi comuni ai miti norreni, e tutti presenti nel libro, dal tono epico e dalla trama intricata e tragica. Gli elfi, lontani parenti delle creature tolkeniane, descritti come esseri anche crudeli e spietati; la nuova riforgiazione della Spada spezzata, ai confini del mondo, la vicenda di un amore tragico.E' un romanzo affascinante, ricco di avventure e colpi di scena;consigliato a chi non ha mai letto nulla di fantasy.

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