sabato 20 marzo 2010

giornalisti "stranieri"in italia e diritti

“Finally good news from Italy!”. Con queste parole Aidan White, il segretario generale della Federazione internazionale dei giornalisti, ha commentato la nascita, il 19 febbraio 2010 al Circolo della stampa di Torino, dell’Associazione nazionale della stampa interculturale (Ansi).

L’Ansi è formata da giornalisti d’origine straniera ed è riconosciuta come gruppo di specializzazione all’interno della Federazione nazionale della stampa italiana, il sindacato nazionale dei giornalisti. “Ora noi ci siamo e vogliamo fare!”, ha commentato Viorica Nechifor, la giornalista d’origine romena presidente del gruppo.

La nascita dell’Ansi è il frutto di una battaglia portata avanti da persone che non hanno accettato di fare gli operai o le badanti, ma che hanno preteso il riconoscimento della loro professionalità. L’ong Cospe ha contribuito identificando e mettendo in rete i giornalisti stranieri che in Italia promuovono un’informazione più corretta nei confronti degli immigrati.

Discriminazioni e pregiudizi
Il progetto è nato infatti per rispondere alle inesattezze e alle scorrettezze di molti giornali e tv italiani, come l’uso continuo di stereo tipi e pregiudizi. Ma anche per combattere contro una forma d’ingiustizia meno nota: le discriminazioni verso i giornalisti stranieri. Molti ordini regionali dei giornalisti continuano a esigere la cittadinanza italiana per l’iscrizione all’albo.

La neonata associazione ha già molti sostenitori come la Federazione internazionale dei giornalisti, la Fnsi, la Stampa subalpina e il Cospe. L’Ordine nazionale dei giornalisti, invece, ha accolto la nascita dell’Ansi con scetticismo, dichiarando che “chiede diritti già riconosciuti”.

Tuttavia, come fa notare l’Ansi, alcuni ordini regionali (in particolar modo quello del Lazio) continuano a rifiutare le pratiche presentate da cittadini stranieri. Questa fredda accoglienza è già un segno che l’associazione avrà molto lavoro da fare. Karim Metref
da internazionale

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