In questi giorni si sta parlando della conferenza climatica di Copenhagen che modificherà i parametri adottati dal protocollo di kiòto.Io la vedo brutta: mettere d'accordo 160 nazioni del mondo per qunto riguarda l'ambiente ed il clima in piena crisi penso che sarà difficile,molto difficile.Ci sono riusciti già una volta ,ma come si dice Natale è una volta sola...
In ogni caso,ecco cosè questo trattato importantissimo per l'ambiente (tratto da wikipedia)
Il protocollo di Kyōto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella citta giapponese di Kyōto l'11 dicembre 1997 da piu di 160 paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.
Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l'anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyōto, e lo
stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura.Il trattato prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati
di operare una riduzione delle emissioni di elementiinquinanti (biossido di carbonio ed altri cinque gas serra,
ovvero metano, ossido di diazoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoruro di zolfo) in una misura non inferiore al 5% rispetto alle emissioni registrate nel 1990 — considerato come anno base — nel periodo 2008-2012
Il protocollo di Kyōto prevede il ricorso a meccanismi di mercato, i cosiddetti Meccanismi Flessibili; il principale
meccanismo e il Meccanismo di Sviluppo Pulito. L'obiettivo dei Meccanismi Flessibili e di ridurre le emissioni al
costo minimo possibile; in altre parole, a massimizzare le riduzioni ottenibili a parita di investimento.
Perche il trattato potesse entrare in vigore, si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie e
che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti; quest'ultima
condizione e stata raggiunta solo nel novembre del 2004, quando anche la Russia ha perfezionato la sua adesione.
Premesso che l'atmosfera terrestre contiene 3 milioni di megatonnellate (Mt) di CO2, il Protocollo prevede che i paesi industrializzati riducano del 5% le proprie emissioni di questo gas. Il mondo immette 6.000 Mt di CO2, di cui
3.000 dai paesi industrializzati e 3.000 da quelli in via di sviluppo; per cui, con il protocollo di Kyōto, se ne
dovrebbero immettere 5.850 anziche 6.000, su un totale di 3 milioni. Ad oggi, 174 Paesi e un'organizzazione di integrazione economica regionale (EEC) hanno ratificato il Protocollo o hanno avviato le procedure per la ratifica.Questi paesi contribuiscono per il 61,6% alle emissioni globali di gas serra.
Il protocollo di Kyōto prevede inoltre, per i Paesi aderenti, la possibilita di servirsi di un sistema di meccanismi flessibili per l'acquisizione di crediti di emissioni:
• Clean Development Mechanism (CDM): consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di
realizzare progetti nei paesi in via di sviluppo, che producano benefici ambientali in termini di riduzione delle
emissioni di gas-serra e di sviluppo economico e sociale dei Paesi ospiti e nello stesso tempo generino crediti di
emissione (CER) per i Paesi che promuovono gli interventi.
• Joint Implementation (JI): consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti per
la riduzione delle emissioni di gas-serra in un altro paese dello stesso gruppo e di utilizzare i crediti derivanti,
congiuntamente con il paese ospite.
• Emissions Trading (ET): consente lo scambio di crediti di emissione tra paesi industrializzati e ad economia in
transizione; un paese che abbia conseguito una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra superiore al
proprio obiettivo puo cosi cedere (ricorrendo all’ET) tali "crediti" a un paese che, al contrario, non sia stato in
grado di rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni di gas-serra.
Nel novembre 2001 si tenne la Conferenza di Marrakech, settima sessione della Conferenza delle Parti.In questa sede, 40 paesi sottoscrissero il Protocollo di Kyōto. Due anni dopo, piu di 120 paesi avevano aderito al trattato, fino all'adesione e ratifica della Russia nel 2004, considerata importante poiche questo paese produce da solo il 17,6% delle emissioni. Ad Ottobre 2009 gli stati
che hanno aderito e ratificato il protocollo risultano184.
I paesi in via di sviluppo, al fine di non ostacolare la loro crescita economica frapponendovi oneri per essi
particolarmente gravosi, non sono stati invitati a ridurre le loro emissioni. L'Australia, che aveva firmato ma non ratificato il protocollo, lo ha ratificato il 2 dicembre 2007.
Tra i paesi non aderenti figurano gli USA, cioe i responsabili del 36,2% del totale delle emissioni (annuncio del
marzo 2001). In principio, il presidente Bill Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo
mandato, ma George W. Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritiro l'adesione inizialmente
sottoscritta. Alcuni stati e grandi municipalita americane, come Chicago e Los Angeles, stanno studiando la
possibilita di emettere provvedimenti che permettano a livello locale di applicare il trattato. Anche se il
provvedimento riguardasse solo una parte del paese, non sarebbe un evento insignificante: regioni come il New England, da soli producono tanto biossido di carbonio quanto un grande paese industrializzato europeo come la Germania.
L'India e la Cina, che hanno ratificato il protocollo, non sono tenute a ridurre le emissioni di anidride carbonica nel
quadro del presente accordo, nonostante la loro popolazione relativamente grande. Cina, India e altri paesi in via di sviluppo sono stati esonerati dagli obblighi del protocollo di Kyōto perche essi non sono stati tra i principali
responsabili delle emissioni di gas serra durante il periodo di industrializzazione che si crede stia provocando oggi il
cambiamento climatico. I paesi non aderenti sono responsabili del 40% dell'emissione mondiale di gas serra.
domenica 29 novembre 2009
mercoledì 25 novembre 2009
ufo
credere o non credere?
Messa cosi forse ...Sebbene gran parte del pubblico e degli stessi appassionati siano convinti che lo stesso termine UFO significhi "extraterrestri in visita alla Terra con le loro astronavi", l'ufologia razionale, parte dal presupposto che i fenomeni UFO sono un problema aperto, non risolto e che non vi siano al momento indizi sufficienti per arrivare a conclusioni "definitive" come quella dell'ipotesi extaterrestre. E' più plausibile che gli stessi avvistamenti più sorprendenti, quelli che in genere vanno sotto il termine di "non identificati", ammettano più di una soluzione e che si riferiscano a fenomeni diversi la cui natura rimane ancora da spiegare.
L'ufologia moderna nacque il 24 giugno del 1947 quando Kenneth Arnold, un ricco uomo d'affari americano, raccontò di avere visto dal proprio aereo privato, senza identificarli, nove oggetti simili a dischi volanti librarsi in formazione serrata vicino al Monte Rainier, nello stato di Washington. Questo avvistamento portò all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale il fenomeno UFO, dando vita al fenomeno popolare dell'ufologia. Le autorità affermarono che si trattava, probabilmente, di nove aerei ad ala volante della Northtop, vincolati al silenzio radio e radar e senza insegne militari, che venivano collaudati a quei tempi nei dintorni di Seattle, vicino a dove oggi si trovano le fabbriche della Boeing.
Il primo avvistamento collettivo di UFO avvenne il 7 gennaio 1948, quando alle 14 a Madisonville molte decine di persone videro un oggetto circolare che emanava una luce rossa sorvolare la città. Dall'aeroporto militare di Fort Knox si sollevò una squadra di aerei da caccia P-51 guidata da Thomas Mantell per inseguire l'oggetto. I velivoli erano però sprovvisti di ossigeno e il capitano, che inseguì l'oggetto fino ad alta quota, secondo la versione ufficiale rimase vittima della manovra, dopo aver comunicato alla torre di controllo di trovarsi di fronte ad un oggetto metallico di enormi dimensioni . Secondo la versione dell'esercito, Mantell avrebbe avuto delle allucinazioni per l'alta quota, scambiando per un disco il pallone meteorologico della marina Sky Hook. Sempre la carenza di ossigeno gli avrebbe fatto perdere conoscenza, provocando l'incidente aereo.
tratto da wikipedia
Messa cosi forse ...Sebbene gran parte del pubblico e degli stessi appassionati siano convinti che lo stesso termine UFO significhi "extraterrestri in visita alla Terra con le loro astronavi", l'ufologia razionale, parte dal presupposto che i fenomeni UFO sono un problema aperto, non risolto e che non vi siano al momento indizi sufficienti per arrivare a conclusioni "definitive" come quella dell'ipotesi extaterrestre. E' più plausibile che gli stessi avvistamenti più sorprendenti, quelli che in genere vanno sotto il termine di "non identificati", ammettano più di una soluzione e che si riferiscano a fenomeni diversi la cui natura rimane ancora da spiegare.
L'ufologia moderna nacque il 24 giugno del 1947 quando Kenneth Arnold, un ricco uomo d'affari americano, raccontò di avere visto dal proprio aereo privato, senza identificarli, nove oggetti simili a dischi volanti librarsi in formazione serrata vicino al Monte Rainier, nello stato di Washington. Questo avvistamento portò all'attenzione dell'opinione pubblica mondiale il fenomeno UFO, dando vita al fenomeno popolare dell'ufologia. Le autorità affermarono che si trattava, probabilmente, di nove aerei ad ala volante della Northtop, vincolati al silenzio radio e radar e senza insegne militari, che venivano collaudati a quei tempi nei dintorni di Seattle, vicino a dove oggi si trovano le fabbriche della Boeing.
Il primo avvistamento collettivo di UFO avvenne il 7 gennaio 1948, quando alle 14 a Madisonville molte decine di persone videro un oggetto circolare che emanava una luce rossa sorvolare la città. Dall'aeroporto militare di Fort Knox si sollevò una squadra di aerei da caccia P-51 guidata da Thomas Mantell per inseguire l'oggetto. I velivoli erano però sprovvisti di ossigeno e il capitano, che inseguì l'oggetto fino ad alta quota, secondo la versione ufficiale rimase vittima della manovra, dopo aver comunicato alla torre di controllo di trovarsi di fronte ad un oggetto metallico di enormi dimensioni . Secondo la versione dell'esercito, Mantell avrebbe avuto delle allucinazioni per l'alta quota, scambiando per un disco il pallone meteorologico della marina Sky Hook. Sempre la carenza di ossigeno gli avrebbe fatto perdere conoscenza, provocando l'incidente aereo.
tratto da wikipedia
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martedì 24 novembre 2009
no al nucleare!
no al nucleare e lo dico con questo video:
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domenica 22 novembre 2009
stanley kubrick-biografia
E'il mio regista preferito:di lui ho visto tutti i film e li amo tutti,naturalmente sto parlando del grande stanley kubrick di cui ho recuperato in rete questa bella ma breve biografia:
Durante gli studi liceali, negli anni '40, si appassiona di fotografia e riesce a entrare nell'équipe della nota rivista «Look». Nel '50 autoproduce e realizza il suo primo cortometraggio, il documentario Day of the Fight (Giorno della lotta) dedicato a un pugile; la RKO lo compra e gli commissiona un altro documentario, Flying Padre, su un prete «volante» che si sposta a bordo di un biplano. Con il finanziamento di amici e parenti, riesce a realizzare il suo primo lungometraggio, Fear and Desire (Paura e desiderio, 1953), opera un po' approssimativa ma originale per l'astrattezza della situazione narrativa, in cui un drappello di soldati non meglio identificati affrontano indefiniti nemici in una metaforica foresta, per rendersi conto, una volta sterminatili, che hanno i loro stessi volti. Il tema del doppio ritorna nel successivo Il bacio dell'assassino (1955), anch'esso autoprodotto e girato in venti giorni, la cui narrazione è strutturata sul modello della fiaba – il principe che salva la bella dall'orco –, ma dove spazio e tempo subiscono una frantumazione in situazioni nelle quali il protagonista si frantuma a sua volta nella sua doppiezza e ambiguità psicologica. In seguito, K. disconosce questi suoi primi film a causa della loro imperizia e della presunta banalità di alcuni cliché di genere che ancora ne soffocano gli impeti più originali; in essi, però, sono già presenti molti elementi che si riveleranno in seguito ossessioni formali e tematiche costanti del suo cinema. Il sodalizio con il giovane produttore James B. Harris gli offre l'occasione di girare Rapina a mano armata (1955), che passa alla storia per la sua struttura originale, costituita da continui salti temporali all'indietro. I protagonisti costruiscono un complesso meccanismo di ingranaggi, necessari alla riuscita della rapina del secolo, che finiscono col coincidere con gli ingranaggi della narrazione filmica. Intricata è anche la rete infinita di simmetrie disegnate in Orizzonti di gloria (1957), contestato film antimilitarista sulla prima guerra mondiale, di cui va ricordata la drammatica sequenza dell'interminabile carrellata nella trincea, mentre Kirk Douglas passa in rassegna i suoi soldati che si preparano ad andare incontro alla morte. La collaborazione con K. convince Douglas, questa volta in veste anche di produttore, ad affidargli – in sostituzione di A. Mann – la regia di Spartacus (1960), kolossal ambientato nell'antica Roma, che divulga un po' grossolanamente lo schema marxista della lotta di classe e che si può considerare l'unico film non partorito dalla sua mente. K. torna a temi e stili a lui più abituali con Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1963), commedia nera di fantapolitica e satira farsesca «swiftiana», incentrata sulla metafora sessual-militare in cui lo strumento del potere (la bomba-fallo) rivela l'impossibilità di dominare il mondo ma soprattutto sé stessi. L'omonimo romanzo di V. Nabokov (quasi tutti i film di K. sono adattamenti di opere letterarie) ispira Lolita (1962), in cui torna il tema del doppio. Il grande assente del film è l'erotismo maniacale e pedofilo superficialmente rimproverato allo scrittore; assente perché metafora del vuoto che «riempie» la psiche del protagonista Humbert Humbert. Il successivo 2001: Odissea nello spazio (1968) rivoluziona i canoni della fantascienza cinematografica con il suo viaggio al di là di ogni limite interpretativo della realtà effettuale. Ideale sintesi della storia dell'umanità e della sua evoluzione, con il suo simbolico e misterioso monolito nero, 2001 rappresenta la sua opera più filosofica e più astratta, ed evidenzia in maniera spettacolare e drammatica l'impossibilità di ogni interpretazione univoca e assoluta dell'esistenza umana. Nello sguardo finale del feto rivolto verso gli spettatori permane l'enigma irrisolto della vita-morte dell'uomo. Altrettanto scalpore desta Arancia meccanica (1971), il suo film più controverso a causa dell'estrema rappresentazione della violenza, esaltata dall'uso di obiettivi grandangolari e da una fotografia dai colori particolarmente aggressivi. Arancia meccanica, liberamente tratto dal romanzo di A. Burgess, è anche la storia di una rieducazione forzata del protagonista ai canoni etici di una società che per correggere la sua devianza finisce per privarlo della libertà e commettere analoga violenza nei suoi confronti. Come lo stesso K. ha dichiarato: «L'idea centrale del film riguarda il problema della libertà di scelta. Se veniamo privati della possibilità di scegliere tra il bene e il male perdiamo la nostra umanità?» L'ondata di emuli del protagonista Alex/M. McDowell, e lo scalpore che investe l'opinione pubblica internazionale convincono il regista a ritirare il film dalla circolazione. K. torna poi al secolo della Ragione, e quindi alle origini della società e del pensiero occidentale odierno, con Barry Lyndon (1975), sontuoso film in costume con un uso particolarmente espressivo dello zoom e dell'illuminazione naturale. Con Shining (1980), tratto dall'omonimo romanzo di S. King, si cimenta, a suo modo, con il genere horror impiegando per la prima volta in maniera sistematica e fortemente espressiva l'innovativa steadycam che gli permette di seguire J. Nicholson e il figlioletto nei labirinti dell'Overlook Hotel, angoscioso luogo di confine con il lato oscuro della psiche umana. Full Metal Jacket (1987) è invece l'occasione per cimentarsi con un'altra guerra, quella del Vietnam. Strutturalmente è diviso in due parti: nella prima seguiamo l'addestramento e l'educazione (anche in questo caso forzata e violenta) dei marine alla disciplina militare; nella seconda assistiamo allo smontaggio fisico e ideologico della macchina da guerra occidentale contro un nemico ancora una volta invisibile. Bisogna attendere undici anni per il lavoro successivo di K., il quale nel frattempo lavora al progetto di A.I. Intelligenza artificiale, che per la sua incredibile complessità è costretto ad abbandonare (sarà ripreso e terminato da S. Spielberg). Eyes Wide Shut (1999, liberamente ispirato a Doppio sogno di A. Schnitzler), interpretato da N. Kidman e T. Cruise, è ambientato in una New York ricostruita interamente negli studi inglesi di Shepperton. Rinviando più volte l'uscita del film (che viene distribuito postumo) e alimentando così le aspettative del pubblico sull'erotismo promesso da un accorto e calcolato battage pubblicitario, Eyes Wide Shut ne frustra programmaticamente le speranze coinvolgendolo nello stesso cortocircuito psichico che intrappola il protagonista nel suo picaresco vagabondare notturno. Maniaco della perfezione, esigente sul set, assoluto padrone di ogni fase della realizzazione dei propri film che spesso sceneggia, gira e monta lui stesso, K. ama giocare sulle ossessioni, sui meccanismi ludici, sulle simmetrie perfette: il suo cinema forma una fitta rete di rimandi alle altre arti – pittura, letteratura, musica, teatro, architettura – costituendo una sintesi estetica e una summa poetica come pochi altri nella storia del cinema.
fonte:Garzantina del Cinema a cura di Gianni Canova
Durante gli studi liceali, negli anni '40, si appassiona di fotografia e riesce a entrare nell'équipe della nota rivista «Look». Nel '50 autoproduce e realizza il suo primo cortometraggio, il documentario Day of the Fight (Giorno della lotta) dedicato a un pugile; la RKO lo compra e gli commissiona un altro documentario, Flying Padre, su un prete «volante» che si sposta a bordo di un biplano. Con il finanziamento di amici e parenti, riesce a realizzare il suo primo lungometraggio, Fear and Desire (Paura e desiderio, 1953), opera un po' approssimativa ma originale per l'astrattezza della situazione narrativa, in cui un drappello di soldati non meglio identificati affrontano indefiniti nemici in una metaforica foresta, per rendersi conto, una volta sterminatili, che hanno i loro stessi volti. Il tema del doppio ritorna nel successivo Il bacio dell'assassino (1955), anch'esso autoprodotto e girato in venti giorni, la cui narrazione è strutturata sul modello della fiaba – il principe che salva la bella dall'orco –, ma dove spazio e tempo subiscono una frantumazione in situazioni nelle quali il protagonista si frantuma a sua volta nella sua doppiezza e ambiguità psicologica. In seguito, K. disconosce questi suoi primi film a causa della loro imperizia e della presunta banalità di alcuni cliché di genere che ancora ne soffocano gli impeti più originali; in essi, però, sono già presenti molti elementi che si riveleranno in seguito ossessioni formali e tematiche costanti del suo cinema. Il sodalizio con il giovane produttore James B. Harris gli offre l'occasione di girare Rapina a mano armata (1955), che passa alla storia per la sua struttura originale, costituita da continui salti temporali all'indietro. I protagonisti costruiscono un complesso meccanismo di ingranaggi, necessari alla riuscita della rapina del secolo, che finiscono col coincidere con gli ingranaggi della narrazione filmica. Intricata è anche la rete infinita di simmetrie disegnate in Orizzonti di gloria (1957), contestato film antimilitarista sulla prima guerra mondiale, di cui va ricordata la drammatica sequenza dell'interminabile carrellata nella trincea, mentre Kirk Douglas passa in rassegna i suoi soldati che si preparano ad andare incontro alla morte. La collaborazione con K. convince Douglas, questa volta in veste anche di produttore, ad affidargli – in sostituzione di A. Mann – la regia di Spartacus (1960), kolossal ambientato nell'antica Roma, che divulga un po' grossolanamente lo schema marxista della lotta di classe e che si può considerare l'unico film non partorito dalla sua mente. K. torna a temi e stili a lui più abituali con Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1963), commedia nera di fantapolitica e satira farsesca «swiftiana», incentrata sulla metafora sessual-militare in cui lo strumento del potere (la bomba-fallo) rivela l'impossibilità di dominare il mondo ma soprattutto sé stessi. L'omonimo romanzo di V. Nabokov (quasi tutti i film di K. sono adattamenti di opere letterarie) ispira Lolita (1962), in cui torna il tema del doppio. Il grande assente del film è l'erotismo maniacale e pedofilo superficialmente rimproverato allo scrittore; assente perché metafora del vuoto che «riempie» la psiche del protagonista Humbert Humbert. Il successivo 2001: Odissea nello spazio (1968) rivoluziona i canoni della fantascienza cinematografica con il suo viaggio al di là di ogni limite interpretativo della realtà effettuale. Ideale sintesi della storia dell'umanità e della sua evoluzione, con il suo simbolico e misterioso monolito nero, 2001 rappresenta la sua opera più filosofica e più astratta, ed evidenzia in maniera spettacolare e drammatica l'impossibilità di ogni interpretazione univoca e assoluta dell'esistenza umana. Nello sguardo finale del feto rivolto verso gli spettatori permane l'enigma irrisolto della vita-morte dell'uomo. Altrettanto scalpore desta Arancia meccanica (1971), il suo film più controverso a causa dell'estrema rappresentazione della violenza, esaltata dall'uso di obiettivi grandangolari e da una fotografia dai colori particolarmente aggressivi. Arancia meccanica, liberamente tratto dal romanzo di A. Burgess, è anche la storia di una rieducazione forzata del protagonista ai canoni etici di una società che per correggere la sua devianza finisce per privarlo della libertà e commettere analoga violenza nei suoi confronti. Come lo stesso K. ha dichiarato: «L'idea centrale del film riguarda il problema della libertà di scelta. Se veniamo privati della possibilità di scegliere tra il bene e il male perdiamo la nostra umanità?» L'ondata di emuli del protagonista Alex/M. McDowell, e lo scalpore che investe l'opinione pubblica internazionale convincono il regista a ritirare il film dalla circolazione. K. torna poi al secolo della Ragione, e quindi alle origini della società e del pensiero occidentale odierno, con Barry Lyndon (1975), sontuoso film in costume con un uso particolarmente espressivo dello zoom e dell'illuminazione naturale. Con Shining (1980), tratto dall'omonimo romanzo di S. King, si cimenta, a suo modo, con il genere horror impiegando per la prima volta in maniera sistematica e fortemente espressiva l'innovativa steadycam che gli permette di seguire J. Nicholson e il figlioletto nei labirinti dell'Overlook Hotel, angoscioso luogo di confine con il lato oscuro della psiche umana. Full Metal Jacket (1987) è invece l'occasione per cimentarsi con un'altra guerra, quella del Vietnam. Strutturalmente è diviso in due parti: nella prima seguiamo l'addestramento e l'educazione (anche in questo caso forzata e violenta) dei marine alla disciplina militare; nella seconda assistiamo allo smontaggio fisico e ideologico della macchina da guerra occidentale contro un nemico ancora una volta invisibile. Bisogna attendere undici anni per il lavoro successivo di K., il quale nel frattempo lavora al progetto di A.I. Intelligenza artificiale, che per la sua incredibile complessità è costretto ad abbandonare (sarà ripreso e terminato da S. Spielberg). Eyes Wide Shut (1999, liberamente ispirato a Doppio sogno di A. Schnitzler), interpretato da N. Kidman e T. Cruise, è ambientato in una New York ricostruita interamente negli studi inglesi di Shepperton. Rinviando più volte l'uscita del film (che viene distribuito postumo) e alimentando così le aspettative del pubblico sull'erotismo promesso da un accorto e calcolato battage pubblicitario, Eyes Wide Shut ne frustra programmaticamente le speranze coinvolgendolo nello stesso cortocircuito psichico che intrappola il protagonista nel suo picaresco vagabondare notturno. Maniaco della perfezione, esigente sul set, assoluto padrone di ogni fase della realizzazione dei propri film che spesso sceneggia, gira e monta lui stesso, K. ama giocare sulle ossessioni, sui meccanismi ludici, sulle simmetrie perfette: il suo cinema forma una fitta rete di rimandi alle altre arti – pittura, letteratura, musica, teatro, architettura – costituendo una sintesi estetica e una summa poetica come pochi altri nella storia del cinema.
fonte:Garzantina del Cinema a cura di Gianni Canova
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venerdì 20 novembre 2009
il potere contro greenpeace
Ad alcuni attivisti di Greenpeace non è stato permesso di arrivare al “Campo di resistenza climatica”.
questo è il racconto di Chiara Campione responsabile della campagna foreste dell'organizzazione :
"...Insieme a Raimondo Bultrini dell’Espresso, a una giornalista indiana e ad altri attivisti eravamo in viaggio per incontrare gli abitanti del villaggio di Teluk Meranti, quando siamo stati presi dalla polizia indonesiana e trattenuti per quasi 24 ore senza nessuna accusa. Dopo un pesante interrogatorio, siamo stati espulsi dal Paese.
La polizia indonesiana ci ha accusato di attività illegali che non abbiamo mai commesso. Il nostro Campo è stato costruito per proteggere le preziose torbiere indonesiane da chi le sta distruggendo. L’azione della polizia è chiaramente mirata a bloccare le nostre azioni di protesta.
Per questo vi invitiamo a scrivere al Presidente indonesiano Yudhoyono per chiedere che la forza venga utilizzata contro la deforestazione, non contro i difensori del clima..."
L'Ambasciata italiana è stata totalmente incapace di intervenire in questo contesto di grave violazione dei diritti civili.Greenpeace chiede al Ministro degli Esteri Frattini di convocare per chiarimenti l'Ambasciatore dell'Indonesia in Italia, Mohamad Oemar.
A causa della deforestazione, l'Indonesia è il terzo più grande emettitore di CO2 dopo Cina e Usa. Il Campo nasce con l'obiettivo di fermare la distruzione delle ultime torbiere indonesiane. L'azione della polizia è chiaramente mirata a scoraggiare il viaggio degli attivisti e dei giornalisti verso il Campo. E a difendere le attività distruttive di multinazionali come la APRIL.
questo è il racconto di Chiara Campione responsabile della campagna foreste dell'organizzazione :
"...Insieme a Raimondo Bultrini dell’Espresso, a una giornalista indiana e ad altri attivisti eravamo in viaggio per incontrare gli abitanti del villaggio di Teluk Meranti, quando siamo stati presi dalla polizia indonesiana e trattenuti per quasi 24 ore senza nessuna accusa. Dopo un pesante interrogatorio, siamo stati espulsi dal Paese.
La polizia indonesiana ci ha accusato di attività illegali che non abbiamo mai commesso. Il nostro Campo è stato costruito per proteggere le preziose torbiere indonesiane da chi le sta distruggendo. L’azione della polizia è chiaramente mirata a bloccare le nostre azioni di protesta.
Per questo vi invitiamo a scrivere al Presidente indonesiano Yudhoyono per chiedere che la forza venga utilizzata contro la deforestazione, non contro i difensori del clima..."
L'Ambasciata italiana è stata totalmente incapace di intervenire in questo contesto di grave violazione dei diritti civili.Greenpeace chiede al Ministro degli Esteri Frattini di convocare per chiarimenti l'Ambasciatore dell'Indonesia in Italia, Mohamad Oemar.
A causa della deforestazione, l'Indonesia è il terzo più grande emettitore di CO2 dopo Cina e Usa. Il Campo nasce con l'obiettivo di fermare la distruzione delle ultime torbiere indonesiane. L'azione della polizia è chiaramente mirata a scoraggiare il viaggio degli attivisti e dei giornalisti verso il Campo. E a difendere le attività distruttive di multinazionali come la APRIL.
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