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sabato 11 settembre 2010

11 settembre

Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono stati quattro attacchi suicidi da parte di terroristi di al-Qa'ida contro obiettivi civili e militari nel territorio degli Stati Uniti d'America.La mattina dell'11 settembre 2001, 19 affiliati all'organizzazione terroristica di matrice islamica al-Qa'ida dirottarono quattro voli civili commerciali.I dirottatori fecero intenzionalmente schiantare due degli aerei sulle torri 1 e 2 del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea fu fatto schiantare dai dirottatori contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca a Washington,si schiantò in un campo vicino Shanksville, nella Contea di Somerset (Pennsylvania), dopo che i passeggeri e i membri dell'equipaggio ebbero tentato di riprendere il controllo del velivolo. Oltre ai 19 dirottatori, vi furono 2974 vittime come conseguenza immediata degli attacchi, mentre i dispersi furono 24. La gran parte delle vittime erano civili, appartenenti a 90 diverse nazionalità.
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fonte:wikipedia
per chi non crede ai complotti intorno all’11 settembre:
11settembre

sabato 4 settembre 2010

la fine del mondo

Ci sono tre cose sulle quali si può sempre contare in ogni profezia della fine del mondo. La prima è che la fine del mondo è come la mamma: ce n'è una sola. Per forza di cose ce ne può essere al massimo una sola giusta e tutte le altre devono essere sbagliate.

La seconda è che man mano che ci si avvicina alla data annunciata, la profezia verrà disinvoltamente dimenticata o aggiustata – pardon, interpretata alla luce di nuove rivelazioni – dai profeti o loro rappresentanti per posticipare la data dell'apocalisse, in modo da non dover affrontare il fallimento e consentire un nuovo ciclo di marketing – pardon, proselitismo.

La terza è che i gonzi che hanno creduto alla data iniziale e hanno aperto il portafogli accetteranno senza batter ciglio la nuova data e continueranno a spalancare il portafogli per farsi buggerare un'altra volta.


Siccome il 2012 si avvicina e il mercato comincia a non tirare più, bunker a parte, è ora di tirare fuori una nuova balla per angosciare la gente (come se i problemi reali non bastassero) e vendere una nuova infornata di paccottiglia. Contrordine, ragazzi: la fine del mondo non è più nel 2012 ma nel 2060. Garantisce nientemeno che Sir Isaac Newton. Quello della mela. No, quell'altra mela.

Uno splendido esempio di questa terna ricorrente arriva dal puntuale intervento di Voyager (Raidue) ieri per presentare l'argomento, che ha speso ben dodici minuti per spiegare minuziosamente tutti i calcoli fatti da Newton.

La storia è in realtà vecchiotta: risale al febbraio 2003, quando i giornali britannici pubblicarono la notizia della profezia, che peraltro era già nota allora agli studiosi da almeno vent'anni, in occasione di un documentario della BBC, Newton: The Dark Heretic, dedicato a far conoscere la teologia eretica di Newton, il suo profondo interesse per lo studio letterale della Bibbia e la sua passione per l'alchimia; lati poco noti della sua personalità, che allora stavano emergendo grazie alla distribuzione su microfilm degli scritti teologici di Newton. Nel 2007, inoltre, uscì un articolo di Repubblica sull'argomento in occasione di una mostra di manoscritti del grande matematico, fisico e astronomo (1642-1726).

Tranquilli: i calcoli apocalittici di Newton si basano non su misurazioni scientifiche o segrete conoscenze dell'Universo, ma su interpretazioni molto arbitrarie di vari passaggi e riferimenti cronologici della Bibbia, che secondo Newton era una sorta di codice che gli eletti avevano il sacro dovere di decifrare.

Va anche detto che i calcoli di Newton sull'esatta data della fine del mondo erano considerazioni private, scritte su un foglietto datato 1704 e non destinato alla pubblicazione, nel quale precisa oltretutto che il suo calcolo serve "non per affermare quando sarà il tempo della fine, ma per porre fine alle incaute congetture di uomini fantasiosi che frequentemente predicono il tempo della fine e così facendo gettano nel discredito le sacre profezie tanto sovente quanto falliscono le loro predizioni" (not to assert when the time of the end shall be, but to put a stop to the rash conjectures of fancifull men who are frequently predicting the time of the end, and by doing so bring the sacred prophesies into discredit as often as their predictions fail).

Oltretutto, anche volendo prestar fede alle profezie newtoniane, c'è da sottolineare che indicano il 2060 come data minima della fine del mondo: "Potrà finire dopo, ma non vedo motivo perché debba finire prima" (It may end later, but I see no reason for its ending sooner), e questo contraddice tutte le previsioni di catastrofe riguardanti ogni altra data da oggi al 2060, compreso quindi il 2012 attribuito erroneamente ai Maya.Purtroppo sembra che chi ha ripescato la profezia di Newton non si sia preso la briga di leggere i manoscritti del matematico e quindi non si sia reso conto di essere additato da Newton proprio come uno di quegli "uomini fantasiosi che frequentemente predicono il tempo della fine" con le loro "incaute congetture".
Se volete saperne di più, Voyagerate a parte, sull'affascinante visione del mondo di Newton, ci sono le risposte alle domande più frequenti sull'argomento preparate (in inglese) da Stephen D. Snobelen, professore di storia della scienza e della tecnologia alla University of King's College a Halifax, in Canada.
C) [2010] by Paolo Attivissimo (http://disinformatico.info). Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.".

lunedì 30 agosto 2010

karen silkwood

Karen Silkwood è stata una attivista del sindacato chimico-nucleare statunitense che lavorava come tecnico presso gli stabilimenti della Kerr-Mcgee a Crescent,Oklahoma,USA.La sua mansione era quella di fare i pellet di plutonio per barre di combustibile da usare nei reattori nucleari.Morì in circostanze misteriose a 28 anni in un incidente stradale il 13 novembre 1974,mentre stava portando avanti una indagine sulle numerose irregolarità che aveva riscontrato all’interno dello stabilimento stesso.Dopo aver aderito al sindacato,le fu assegnato il delicato incarico di indagare e controllare la sicurezza dei lavoratori:incarico che là portò subito a scoprire numerose falle sulla sicurezza stessa:esposizione al plutonio da parte degli operai e il numero insufficiente delle docce nei reparti sottoposti alle contaminazioni.Nell’estate del ‘74 denunciò tutte queste irregolarità ed altre,testimoniando di fronte alla Atomic Energy Commission(AEC).I fatti che successero nei giorni seguenti,riassunti nel libro”The killing of Karen Silkwood”di Richard Raske si possono riassumere così:una misteriosa serie di contaminazioni trovate sul suo corpo o sull’ambiente domestico la allontanarono dal lavoro,probabilmente intenzionali,fatte da qualcuno per allontanare(?) una testimone scomoda.E cosi la Silkwood per smascherare questo complotto decise di andare oltre alla AEC e contatto un giornalista del New York Times,L’appuntamento era per la sera del 13 novembre 1974 con il giornalista David Burnham e il dirigente sindacale Steve Wodka:testimoni affermano che la mattina di quel fatidico giorno,la donna aveva un corposo dossier di documenti.La sera di quel giorno fu trovata semidistrutta la Honda Civic di Karen Silkwood e dentro il cadavere della povera donna,un incidente avvenuto in circostanze sospette e mai chairite nonostante diverse indagini e diversi processi.Negli anni è uscita fuori la solita tesi complottistica che vede coinvolti servizi segreti occidentali e misteriosi gruppi iraniani,un furto di 44 kg di plutonio dalla fabbrica della Silkwood,fatto in cui si era accidentalmente imbattuta la coraggiosa attivista per caso mel corso delle sue indagini.Nel 1983 l’intera storia fu magnificamente immortalata da Mike Nichols nel film “Silkwood” interpretato da una Meryl Streep in stato di grazia:fu per episodi come questo e film che l’America prese una coscienza sulla questione nucleare.

La fonte di questo post è wikipedia usa,se la traduzione risulta errata o lacunosa segnalatemelo

venerdì 4 giugno 2010

l’anno nero del pacifismo

Questo 2010 è un anno nero per il pacifismo;prima il caso Emergency quando il 10 aprile scorso tre operatori dell’organizzazione umanitaria (Marco Garatti, Matteo Dell'Aira e Matteo Pagani) furono arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa - poi rivelatasi infondata - di aver complottato per uccidere il governatore della provincia. Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe occidentali impelagate nella locale guerra, furono trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. L'arresto dei tre suscitò particolare clamore. Secondo Gino Strada l'operazione era un tentativo di screditare quello che ha definito un "testimone scomodo", riferendosi alla sua organizzazione.Dopo i tre cooperanti di Emergency furono per fortuna liberati, in quanto non colpevoli.Tutta questa faccenda ha portato però alla sospensione delle attività dell'ospedale di Lashkar Gah,con grande danno alla popolazione civile.Poi pochi giorni fa il caso Gaza quando le forze armate israeliane hanno attaccato un convoglio di aiuti umanitari diretto a Gaza. Almeno 16 civili, quasi tutti turchi, sono stati uccisi nel raid compiuto e che racconto qui.La mia idea è che il pacifismo militante,quello delle semplici persone,non delle spedizioni militarguerresche che di pace non hanno nulla, dà sempre fastidio a chi vuole quella guerra,a chi detiene il “potere” e questo pacifismo certe volte,involontariamente,si confonde con le idee del”nemico” proprio come successe al grande filosofo Bertrand Russell che allo scoppio della Prima guerra mondiale,per  le sue idee pacifiste (nel 1916 aveva pubblicato i Principi di riforma sociale) gli costarono l'allontanamento dall'insegnamento e la rottura col Trinity College e nel 1918, per via di un articolo contro la coscrizione obbligatoria, scontò sei mesi di carcere:il suo pacifismo fu accusato di essere filotedesco,il nemico di allora.Il vero pacifismo è contro tutte le guerre e non ci sono guerrafondai buoni o cattivi:chi fa la guerra ,qualunque tipo di guerra,sta sempre dalla parte del torto,in ogni caso w la pace sempre.

giovedì 10 dicembre 2009

il potere nega il cambiamento del clima


La Conferenza intergovernativa per i cambiamenti climatici (Ipcc) si è impegnata a investigare a fondo lo scandalo delle mail e dei documenti rubati dagli archivi del Centro ricerche sul clima (Cru) dell’università britannica di East Anglia, che ha sollevato un polverone politico e mediatico a pochi giorni dall’inizio del vertice di Copenaghen. Qualunque sia il risultato dell’inchiesta, secondo New Scientist e Nature questo scandalo non minaccia affatto la credibilità della ricerca scientifica sul clima.
Alcune email e documenti sottratti dal Cru dimostrano, secondo alcuni, che gli scienziati di uno dei centri di ricerca sul clima più importanti del mondo hanno alterato alcuni dati per dimostrare che i cambiamenti climatici sono causati direttamente dall’attività umana. Ma un’inchiesta dell’Ipcc e del settimanale britannico Mail on Sunday sostiene che l’operazione di delegittimazione della comunità scientifica sia stata opera dei servizi segreti russi. Secondo i giornali scientifici, tuttavia, questa vicenda non smentisce in nessun modo il fenomeno dei cambiamenti climatici e la loro dipendenza dai gas serra.
“Siamo sicuri al cento per cento che il mondo si stia riscaldando”, afferma New Scientist. È sotto gli occhi di tutti, basta guardare il proprio giardino: “Osservate la campagna a primavera, quando sbocciano i fiori, quando nascono nuove foglie, quando arrivano gli uccelli migratori. Se confrontate le vostre osservazioni con i dati degli anni passati, vi accorgerete che la primavera arriva giorni, forse settimane in anticipo rispetto a qualche decennio fa”.
Lo scandalo delle mail rubate è grave e suscita timori di manipolazione, “ma dimostra semplicemente che molti dati devono essere confermati e confrontati e che ci possono essere degli errori di rilevazione che dipendono dalle condizioni delle misurazioni e da fattori ambientali, anche se il quadro generale è chiaro: i livelli di anidride carbonica nell’atmosfera sono aumentati e questo è direttamente connesso al riscaldamento globale”.
Anche Nature è della stessa opinione: “Le mail rubate non rivelano un complotto scientifico, ma mettono in luce il rapporto difficile tra ricerca scientifica e opinione pubblica”. Questo scandalo, sostiene Nature, e le tesi di chi lo ha utilizzato per sostenere un atteggiamento di scetticismo rispetto ai cambiamenti climatici, in passato avrebbe suscitato ilarità per la sua inconsistenza. “Invece sarà strumentalizzato dagli ostruzionisti, per esempio nel senato statunitense, per combattere la legge in discussione per la riduzione delle emissioni”.
Certo i meteorologi potrebbero usare criteri di apertura e di condivisione delle informazioni più aperti e più orizzontali e questo eviterebbe vicende come quella delle mail rubate, “ma è anche vero che molti governi impediscono agli istituti di ricerca di rendere pubblici i loro studi sul clima per ragioni di sicurezza. Anche questo, per esempio dovrebbe cambiare”.
fonte:internazionale

lunedì 2 novembre 2009

gli ufo del duce

IL GABINETTO RS/33
        Tradizionalmente si è soliti stabilire la data di nascita dell’ufologia moderna nel 24 giugno 1947, giorno in cui il pilota americano Kenneth Arnold avvistò nei cieli sovrastanti il monte Rayner una formazione di 9 oggetti volanti non identificati. Tuttavia, in molti ignorano che ricerche relative a questi velivoli furono fatte anche prima di questa data. Ed una delle più controverse si svolse proprio nel nostro paese, nell’Italia fascista degli anni 30. Anche a quei tempi molti erano gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati. Nell’archivio di stato di Milano esistono due volumi, il 400 ed il 401, pieni di relazioni riguardo ad avvistamenti di velivoli ignoti. La maggior parte di essi si riferisce ad aerei convenzionali erroneamente scambiati per altri apparecchi, ad aerei spia o di contrabbandieri, o a semplici errori di valutazione. Ma alcuni di questi avvistamenti sembrano attrarre maggiormente l’attenzione dei vari ricercatori ed ufologi che li hanno analizzati. Questi avvistamenti destarono grande scalpore in seno alle gerarchie del regime: ancora l’ipotesi extraterrestre era ben lungi dal sorgere; tuttavia, i vertici del fascismo attribuirono la paternità di questi aeromobili a potenze straniere, utilizzanti tecnologie ultramoderne nella realizzazione di aerei spia o di velivoli militari innovativi. Ed è per questo che Benito Mussolini giunse alla decisione di istituire una commissione di ricerca che indagasse sulla natura e sulle proprietà tecnologiche dei fantomatici aeromobili: nacque così, presso l’Università Della Sapienza di Roma, il Gabinetto RS/33, un distaccamento dell’OVRA, la polizia segreta del regime, con fini di indagine segreta e ricerca scientifica, una sorta di MJ-12 nostrano. Capo dell’assemblea, per i meriti acquisiti nei suoi studi sulle onde radio, fu posto Guglielmo Marconi. Alle riunioni del Gabinetto presero parte anche altri studiosi, scienziati ed il filosofo Giovanni Gentile.
Nel decennio compreso tra il 1930 ed il 1940, i membri del Gabinetto si occuparono di un’enorme quantità di avvistamenti, analizzandoli e catalogandoli. Ma l’avvenimento che destò più scalpore riguarda il presunto ritrovamento di un aeromobile non identificato avvenuto in Lombardia, una sorta di UFO Accident che precedette di 15 anni il famoso episodio di Roswell, Nuovo Mexico. L’episodio avvenne presumibilmente nell’area metropolitana di Milano. Osservatori terrestri e scienziati dell’osservatorio di Brera furono testimoni dell’atterraggio o della caduta di un oggetto volante non identificato. A seguito della notizia, da Roma partirono una serie di telegrammi indirizzati alla prefettura di Milano ed ordinanti il silenzio più assoluto sulla notizia, nonché il sequestro dei piombi dei giornali che la riportavano e la minaccia di accusa al tribunale per attentato alla sicurezza dello stato contro gli eventuali trasgressori. Vennero effettuate delle ricerche per ritrovare il fantomatico oggetto che, dopo essere stato scovato, fu probabilmente portato in un hangar degli stabilimenti della Savoia Marchetti a Vergiate, dove presumibilmente rimase fino a quando l’intero complesso non venne distrutto ad opera di bombardamenti alleati. Gli studi su questo velivolo aiutarono presumibilmente Giovanni Pegna nella realizzazione della sua Ala Volante, un aereo dalle marcate caratteristiche aliene. L’attività del Gabinetto proseguì sino al 1940, anno in cui la Gestapo, la polizia segreta del regime nazista, venne a conoscenza delle sue ricerche e pretese di venire in possesso dei risultati delle varie indagini. In seguito ad una riunione tra Mussolini ed agenti della Gestapo avvenuta a Villa Torlonia nel 1940, e ad un successivo accordo tra il Duce e Hitler, la Germania poté avvalersi di questi dati, ed utilizzò le nozioni di retroingegneria per realizzare velivoli innovativi come l’aeromobile V7, di forma discoidale ed altri modelli. L’esistenza del Gabinetto rimase segreta sino all’anno 1996, quando un anonimo informatore inviò una serie di documenti in seguito rivelatisi originali, riguardanti le sue attività. Ancora una volta dunque la sua storia assunse tinte misteriose.
Riccardo Pelucchi



fonte

mercoledì 21 ottobre 2009

libertà di stampa


il sito "reporter sans frontieres "ha pubblicato il rapporto annuale sulla libertà di stampa nel mondo.
Per la prima volta dal 2002, i venti Paesi europei non dominano più l'indice. Solo 15 dei 20 paesi leader sono del Vecchio Continente, rispetto ai 18 nel 2008. Undici di questi 15 paesi sono membri dell'Unione europea. Essi comprendono i prime tre, Danimarca, Finlandia e Irlanda. Un altro membro dell'UE, Bulgaria, è in calo costante dall'epoca dell'adesione nel 2007 e ora è al 68esimo (contro la 59esima nel 2008). Questa è la collocazione più bassa tra tutti i membri dell'Unione europea.
La più grande caduta nel corso di un anno tra tutti i membri dell'UE è stata quella della Slovacchia. Il Paese è crollato di 37 posizioni fino ad arrivare a quota 44. Ciò a causa principalmente dell'ingerenza del governo nelle attività dei media e l'adozione nel 2008 di una legge che impone un diritto automatico di risposta a mezzo stampa. Anche due paesi candidati all'adesione all'UE hannosperimentato cadute drammatiche. Si tratta di Croazia (78esima), scesa di 33 posti, e della Turchia (al 122esimo posto), scesa di 20 posizioni.
L'impatto della criminalità organizzata e il fatto che i giornalisti siano divenuti possibili obiettivi spiegano la caduta di entrambe Bulgaria e Italia (49esima ), Paese che ha ricevuto la classifica peggiore dell'UE tra i sei fondatori. Le pressioni del Cavaliere sui mezzi di comunicazione, una maggiore ingerenza, la violenza mafiosa contro i giornalisti che denunciano le attività della malavita e un disegno di legge che dovrebbe drasticamente ridurre la possibilità dei media di pubblicare intercettazioni telefoniche spiegano perché l'Italia è scesa per il secondo anno consecutivo. La Francia (43esimo posto) non se la cava molto meglio, cadendo di otto punti a causa delle indagini giudiziarie e di arresti di giornalisti e di incursioni su mezzi di informazione, e anche a causa di interferenze nei mezzi di comunicazione da parte di politici, tra cui il presidente Nicolas Sarkozy.
I paesi più repressivi della regione, Uzbekistan (160) e Turkmenistan (173), non si sono evoluti in modo significativo e i loro giornalisti sono ancora oggetto di censura, trattamenti arbitrari e di violenza. I colloqui cominciati con l'Unione europea e gli altri partner non sembrano avere dato frutto in termini di diritti umani e ci sono tutte le ragioni di temere che la comunità internazionale dovrà sacrificare la libertà di espressione nella corsa per la sicurezza energetica. Sia l'Uzbekistan che Turkmenistan sono ricchi di risorse naturali, compresi gli idrocarburi.La Russia (153esimo posto) è scesa di 12 posti, per la prima volta sotto la Bielorussia (151esimo posto). Le ragioni di questa caduta, tre anni dopo l'assassinio di Anna Politkovskaya, comprendono omicidi continui di giornalisti e attivisti per i diritti, che contribuiscono a informare la popolazione, e le aggressioni contro i rappresentanti dei media locali. Esse comprendono anche il ritorno con forza crescente di censura e di autocensura e il completo fallimento nella punizione dei responsabili per gli omicidi.
Indicatori mostrano un deterioramento della situazione della libertà di stampa in quasi tutte le ex repubbliche sovietiche, tranne la Georgia (81) e, in misura minore, la Bielorussia (151), il cui governo ha avviato una cauta e finora limitato miglioramento nelle sue relazioni con la stampa come parte di un rinnovato dialogo con l'UE. È difficile in questa fase prevedere se questa increspatura sulla superficie possa crescere o è destinata a sparire.
La Georgia è stata in grado di saltare di 39 posizioni, perché durante la guerra che ha combattuto non ha imposto coperture, anche se la tensione politica ha continuato ad avere un impatto sui mezzi di informazione. La sua vicina di casa a del Sud del Caucaso, l'Armenia (111esimo posto) è scesa notevolmente a causa di diversi casi di violenza fisica nei confronti di giornalisti e di tensione politica che ha continuato ad influenzare i media e la società.
Non vi è stato alcun cambiamento nella vicina Azerbaijan, dove la situazione continua ad essere davvero preoccupante. Questo era chiaro a Reporters sans frontières dai limiti imposti alla stampa durante la campagna elettorale presidenziale, nel novembre 2008, e dalla decisione della televisione nazionale e della radio di vietare alle stazioni radio straniere (BBCRadio Free Europe e Voice of America) di trasmettere sulle frequenze locali.
Il declino della libertà di stampa ha continuato in Asia centrale, soprattutto in Kirghizistan (125esimo posto) e nel vasto e ricco di risorse energetiche Kazakistan (142esimo posto) caduti entrambi di più di 15 posti. Il Kazakistan si è distinto per il numero di cause per diffamazione intentata contro giornali indipendenti e dell'opposizione e il suo ricorso alla collaudata pratica di chiedere somme colossali per danni per costringere le pubblicazioni a chiudere.
La classifica del Kazakistan, la peggiore da quando questo indice ha preso vita nel 2002 è dovuta anche a causa di intimidazioni e violenze contro i giornalisti e l'estensione ai siti web di una legge che restringe la libertà dei media tradizionali. In Kirghizistan, le preoccupazioni sono state alimentate da un aumento delle aggressioni e intimidazioni nei confronti dei giornalisti, fatto che ha portato alcuni a fuggire dal paese, da una campagna elettorale vista da un solo punto di vista e dalla pressione sulle stazioni radio straniere, che hanno bisogno di un accordo preliminare con le autorità per essere in grado di trasmettere a livello locale.La grande caduta della Turchia è dovuta a un'ondata di casi di censura, in particolare la censura dei mezzi di comunicazione che rappresentano le minoranze (soprattutto i curdi), e gli sforzi da parte dei membri degli organi di governo, le forze armate e il sistema giudiziario di a mantenere il loro controllo sulla copertura delle questioni di interesse generale.
Nella Croazia, che spera di poter aderire all'Unione europea molto presto, alcuni aspetti delle relazioni serbo-croate sono fonte di tensione e sono off-limits per i media. I giornalisti che violano il tabù sono spesso bersaglio di violenza. Gruppi di criminalità organizzata sono stati responsabili di attacchi fisici ai giornalisti.
La classifica completa la trovate qui.

domenica 13 settembre 2009

tributo all'11 settembre

TRIBUTO ALL'11SETTEMBRE
un pò in  ritardo...
ho un ricordo molto vivido di quello che successe l'11 settembre 2001.
era un martedì se non ricordo male ed uscivo dal lavoro alle 13.00,arrivai a casa alle 13.15.Pranzai  e poi andai a riposare la mia solita oretta pomeridiana;mia moglie faceva il turno pomeridiano dalle 14.00 alle 22.00.
Quando alle 15.30/16.00 mi svegliai ,presi il caffè e accesi  il televisore: e fu l'inferno in terra.
Tutti i telegiornali erano collegati con New York,con l'America in diretta ed una serie di aerei dirottati venivano fatti precipitare verso i grattacieli del World Trade Center ed  il Pentagono.Sembrava di stare in guerra: telefonai a mia moglie,a mia sorella,a mio padre.Tutti stavano seguendo quelle drammatiche notizie.
E cosi da allora il mondo è cambiato: il presidente americano Bush entrò in guerra contro l'Iraq e l'Afghanistan seguito a ruota dai suoi alleati.
Dopo 8 anni la situazione politica mondiale non mi sembra cambiata,anzi ci sono due guerre in più e quel che è peggio ci sono queste ipotesi di complottismo nei riguardi dell'attentato alle Torri Gemelle.Complottismo?
No a me pare che a buttare giù le torri siano proprio stati gli aerei dirottati,non ci sono stati complotti,false prove,depistaggi.ordigni interni ai due grattacieli.(addirittura c'è chi parla di crisi economica ritardata dal crollo dei grattacieli).
Non c'è nessun potere o motivo occulto dietro a questi fatti.Queste voci di falsi complotti le mette su chi non vuole vedere la realtà cosi come è: Israele è in guerra contro il mondo arabo,gli Stati Uniti sono amici di Israele, i terroristi fondamentalisti arabi hanno voluto punire la politica americana con un grande atto di guerra. Punto .Mi sembra tutto molto semplice...o no?
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