giovedì 14 gennaio 2010
ancora su copenhagen
Il testo finale dell’Accordo di Copenhagen – promosso da USA, Cina, India, Brasile e Sudafrica, di cui la Conferenza ha “preso atto” – da un lato afferma che la temperatura globale “dovrebbe essere mantenuta al di sotto dei 2 gradi”, ma non definisce alcun obiettivo vincolante per ridurre le emissioni di gas serra e contenere l’innalzamento delle temperature del Pianeta.
E poi la delusione Obama! Il Presidente Usa ha cercato un accordo con i Paesi emergenti per convincere il Senato USA ad approvare una legge sul clima. Peccato che i tagli millantati siano davvero ben poca cosa: la riduzione delle emissioni del 17% (al 2020) è infatti una bugia, perché si riferisce alle emissioni USA del 2005 quando il background stabilito dal Protocollo di Kyoyo è quello del 1990. E, rispetto al 1990, i “tagli” USA sono un 3-4%: è stata anche questa mancanza di ambizione che ha fatto saltare il negoziato!
Pochi e confusi i segnali positivi: a Copenhagen si è stabilito un fondo che dovrebbe finanziare la conservazione delle foreste e ci sono stati impegni sugli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, che dovrebbero arrivare a 100 miliardi di dollari l’anno nel 2020. Ma non è chiaro se si tratta di risorse effettivamente aggiuntive, né chi e con quale meccanismo le dovrà stanziare.
Mentre i leader chiacchierano e ci prendono in giro, il nostro unico Pianeta va arrosto. Secondo le stime dell’IPCC – il comitato internazionale di scienziati che studia i cambiamenti climatici – con gli impegni già presi o in via di approvazione l’aumento della temperatura globale nel secolo, sarà di oltre i 3 gradi, con conseguenze catastrofiche e irreversibili sull’ambiente.
Al crimine ambientale si somma l’ingiustizia che hanno subito i nostri quattro attivisti del “red carpet” – Juantxo, Joris, Nora e Christian – che hanno passato le vacanze di Natale in prigione – ben venti giorni – per essersi “imbucati” alla festa della regina Margrethe II e aver ricordato ai leader mondiali le loro responsabilità per la difesa del clima. Ora i nostri quattro dovranno affrontare un processo e potrebbero subire un’ulteriore pena detentiva.
Possiamo ancora salvare il pianeta dai cambiamenti climatici, ma più tempo perdiamo più sarà difficile rimediare. È necessario riprendere subito i negoziati: manca un quadro politico globale entro cui governare questo processo introducendo criteri di equità e solidarietà. Il prossimo appuntamento importante è per il 31 gennaio, data entro cui tutti i Paesi dovranno mettere nero su bianco i propri impegni di taglio delle emissioni.
fonte:greenpeace
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mercoledì 13 gennaio 2010
razzismo
Il razzismo non è solo il ku kluz kan,le camere a gas per gli ebrei,l'apartheid o il comportamento che tengono gli israeliani verso i palestinesi...
Prendo due definizioni di razzismo
Dall'enciclopedia Millenium(Mondadori):...complesso di dottrine e atteggiamenti secondo cui una presunta diversità biologica tra le razze umane determina la superiorità di alcune sulle altre...
Da Wikipedia:...Nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita "superiore" o "inferiore" a un'altra...
Prendo due definizioni di razzismo
Dall'enciclopedia Millenium(Mondadori):...complesso di dottrine e atteggiamenti secondo cui una presunta diversità biologica tra le razze umane determina la superiorità di alcune sulle altre...
Da Wikipedia:...Nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, e la conseguente idea che sia possibile determinare una gerarchia di valore secondo cui una particolare razza possa essere definita "superiore" o "inferiore" a un'altra...
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martedì 12 gennaio 2010
iran 4
Nuovi resoconti confermano come le condizioni per i cyber attivisti iraniani vadano facendosi molto più difficili e restrittive.
Recentemente, il procuratore generale ha pubblicato un elenco di reati relativi ad internet. Una delle leggi principali in quest'elenco stabilisce la proibizione di link a strumenti o software per aggirare il blocco governativo. È illegale anche insegnare alla gente come aggirare il filtraggio. E chiunque condivida link da siti censurati è ritenuto colpevole.
La polizia iraniana ha inoltre pubblicato un rapporto dove si afferma che internet sarà monitorato dalla polizia e quanti vi svolgono attività politica verranno interrogati.
Dopo gli incidenti in occasione della Giornata della Ashura,Khomabadi,dall'ufficio del procuratore iraniano,ha denunciato alcuni siti internet per aver pubblicato immagini di manovre ed esercitazioni militari denigratori dell'immagine islamica del Paese. L'accusa è servita per giustificare la censura di alcune testate d'informazione online.
fonte:globalvoices
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lunedì 11 gennaio 2010
obama contro lost
La data ufficiale del debutto americano, il 2 febbraio, messa a rischio dalla programmazione del discorso del Presidente Obama
Noi fans delle serie tv non possiamo mai stare tranquilli. A meno di un mese dal debutto americano annunciato (e seguito, a poco più di una settimana, da quello italiano su FOX) per la sesta stagione di Lost, il 2 febbraio, erano arrivate notizie in grado di rivoluzionare le date. La programmazione del discorso allo Stato dell’Unione del Presidente Obama, che la Casa Bianca stava programmando da qualche giorno, rischiava di far saltare i piani precedentemente stabiliti.
Al momento, il “caso Obama” è rientrato e la Casa Bianca, nella persona del suo portavoce, ha fatto rilasciare una dichiarazione in cui si tranquillizzavano gli americani: la messa in onda del discorso del Presidente non avrebbe fatto slittare quella del debutto di Lost. La dichiarazione è arrivata dopo che sul web e sui media americani l’annuncio del 2 febbraio come possibile data per la trasmissione del discorso aveva scatenato un putiferio. Con tanto di polemiche, petizioni pronte in un battibaleno e tutta una serie di strascichi politici.
E se al momento della diffusione della notizia la sottoscritta era curiosa di scoprire se il cambio di programmazione avrebbe tenuto conto della grande popolarità di Lost, che di certo è cosa nota anche alla Casa Bianca, adesso la questione è risolta e i dubbi sono fugati: nemmeno il Presidente degli Stati Uniti può mettersi fra Lost e il suo pubblico. E scusate se è poco.
fonte:foxmagazine
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venerdì 8 gennaio 2010
iran 3
Il 4 gennaio, un gruppo di 36 parlamentari del regime iraniano affiliato alla fazione di Ali Khamenei ha presentato un progetto di alta priorità al Majlis che incita ad accelerare il processo di esecuzione mortale dei manifestanti incarcerati. Questi 36 deputati sono diretti da Rouhollah Hosseinian, un vicino socio di Ahmadinejad, il presidente dello stato dei mullah. Il progetto di legge dice esattamente : " Tenuto conto della necessità di esaminare con emergenza i fomentatori di agitazioni, di punire i colpevoli e di prendere delle misure preventive che rivestono un'importanza particolare, il progetto di legge seguente è di massima priorità" Hossein Fada'i, un responsabile della prigione di Kahrizak, fa parte dei deputati avendo presentato il progetto di legge.
Mohseni Ejei, il procuratore generale del regime ed ex ministro dell'Informazione (Vevak) ha dichiarato che " Quelli che si rivoltano contro l'ordine giusto, il regime, l'iman di diritto e la guida suprema di diritto, saranno secondo la charia, condannati a morte. " . Ciٍ è stato battuto dall' Agenzia di stampa ufficiale Mehr, il 4 gennaio, Il 30 dicembre, Ebrahim Raïssi, n°2 del potere giudiziale e membro del " comitato della morte" che aveva massacrato già 30.000 prigionieri politici nel 1988 su ordine di un fatwa di Khomeiny, aveva dichiarato alla televisione di stato: "Chiunque insorga contro il regime islamico conduce una guerra contro Dio... Utilizzare dei bastoni o gettare delle pietre [negli attacchi] sono considerati anche come gli atti di guerra contro Dio e sono punibili con la morte. "
Lo stesso giorno, Alamalhoda, imam di Mashad, al nord-est dell'Iran, e membro dell'assemblea dei Periti dei mullah, ha dichiarato: " Chiunque collabori con l'OMPI è in effetti in guerra contro Dio. " Li ha addirittura tacciati come " agitatori della giornata dell'Ashoura" , come "fanti" dell'OMPI e sottolineato che "secondo il verdetto dell'iman (Khomeiny), coloro che hanno creato il caos per l'Achoura fanno parte di una grande fetta di popolazione che conduce una guerra contro Dio. " Mostafa Mohammad Najjar, ministro degli Interni del regime, Esmail Ahmadi-Moghadam ed Ahmad-Reza Radan, comandante e vice comanante delle Forze di sicurezza dello stato (FSE), così come gli altri capi delle forze repressive, hanno accusato anche i partecipanti alle assemblee ed alle manifestazioni di essere in guerra contro Dio e hanno chiesto un castigo veloce.
Il regime della mullah tenta invano di impedire l'inseguimento e lo sviluppo del sollevamento nazionale in Iran attraverso le intimidazioni, le minacce, le esecuzioni,i crimini e le misure repressive. Tutto ciٍ farà rinforzare solamente la determinazione del popolo iraniano a rovesciare la dittatura religiosa.
La Sig.ra Maryam Radjavi, presidentessa eletta della Resistenza iraniana, ha stimato che questi tentativi riflettono chiaramente l'insuccesso catastrofico del regime a contenere il sollevamento.
La Presidentessa si è espressa negativamente rispetto all'esecuzione dei prigionieri politici e dei detenuti incarcerati durante le manifestazioni.
La Rajavi si è nuovamente appellata al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di sicurezza dell'ONU, all'Alto Commissario per i diritti dell'uomo e gli altri organismi internazionali competenti al fine di condannare le violazioni barbare dei diritti dell'uomo in Iran e di adottare decisioni costrittive per impedire l'esecuzione dei prigionieri politici.
Delle migliaia di persone fermate al momento delle sommosse nel paese questi ultimi mesi, molti sono ancora sotto tortura ed in una situazione estremamente critica.
fonte: Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
Mohseni Ejei, il procuratore generale del regime ed ex ministro dell'Informazione (Vevak) ha dichiarato che " Quelli che si rivoltano contro l'ordine giusto, il regime, l'iman di diritto e la guida suprema di diritto, saranno secondo la charia, condannati a morte. " . Ciٍ è stato battuto dall' Agenzia di stampa ufficiale Mehr, il 4 gennaio, Il 30 dicembre, Ebrahim Raïssi, n°2 del potere giudiziale e membro del " comitato della morte" che aveva massacrato già 30.000 prigionieri politici nel 1988 su ordine di un fatwa di Khomeiny, aveva dichiarato alla televisione di stato: "Chiunque insorga contro il regime islamico conduce una guerra contro Dio... Utilizzare dei bastoni o gettare delle pietre [negli attacchi] sono considerati anche come gli atti di guerra contro Dio e sono punibili con la morte. "
Lo stesso giorno, Alamalhoda, imam di Mashad, al nord-est dell'Iran, e membro dell'assemblea dei Periti dei mullah, ha dichiarato: " Chiunque collabori con l'OMPI è in effetti in guerra contro Dio. " Li ha addirittura tacciati come " agitatori della giornata dell'Ashoura" , come "fanti" dell'OMPI e sottolineato che "secondo il verdetto dell'iman (Khomeiny), coloro che hanno creato il caos per l'Achoura fanno parte di una grande fetta di popolazione che conduce una guerra contro Dio. " Mostafa Mohammad Najjar, ministro degli Interni del regime, Esmail Ahmadi-Moghadam ed Ahmad-Reza Radan, comandante e vice comanante delle Forze di sicurezza dello stato (FSE), così come gli altri capi delle forze repressive, hanno accusato anche i partecipanti alle assemblee ed alle manifestazioni di essere in guerra contro Dio e hanno chiesto un castigo veloce.
Il regime della mullah tenta invano di impedire l'inseguimento e lo sviluppo del sollevamento nazionale in Iran attraverso le intimidazioni, le minacce, le esecuzioni,i crimini e le misure repressive. Tutto ciٍ farà rinforzare solamente la determinazione del popolo iraniano a rovesciare la dittatura religiosa.
La Sig.ra Maryam Radjavi, presidentessa eletta della Resistenza iraniana, ha stimato che questi tentativi riflettono chiaramente l'insuccesso catastrofico del regime a contenere il sollevamento.
La Presidentessa si è espressa negativamente rispetto all'esecuzione dei prigionieri politici e dei detenuti incarcerati durante le manifestazioni.
La Rajavi si è nuovamente appellata al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Consiglio di sicurezza dell'ONU, all'Alto Commissario per i diritti dell'uomo e gli altri organismi internazionali competenti al fine di condannare le violazioni barbare dei diritti dell'uomo in Iran e di adottare decisioni costrittive per impedire l'esecuzione dei prigionieri politici.
Delle migliaia di persone fermate al momento delle sommosse nel paese questi ultimi mesi, molti sono ancora sotto tortura ed in una situazione estremamente critica.
fonte: Segretariato del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana
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